Execution in Autumn

Execution in Autumn recensione film di Lee Hsing [FEFF 23]

Execution in Autumn recensione film di Lee Hsing con Ou Wei, Tang Pao-yun, Ko Hsiang-ting e Fu Pi-hui in versione restaurata al Far East Film Festival 23

Acclamato come “il padrino del cinema taiwanese”, Hsing Lee è un volto familiare agli spettatori del Far East Film Festival di Udine. Nel 2011 era stata la volta della commedia in due parti Brother Liu and Brother Wang on the Roads in Taiwan, quest’anno tocca invece all’intenso dramma in costume Execution in Autumn. Scritto dallo sceneggiatore Chang Yung-hsiang (collaboratore storico di Lee) e distribuito in sala nel 1972, il film attinge dalla tradizione folkloristica taiwanese e dai valori neo-confuciani cari al regista per sondare i misteri del senso di colpa e dell’espiazione.

L’appassionato lavoro di restauro a opera del Taiwan Film and Audiovisual Institute ha consentito di poter ammirare questa gemma in lingua originale e in tutto il suo abbacinante splendore visivo.

Tang Pao-yun
Tang Pao-yun
Execution in Autumn recensione film di Lee Hsing
Execution in Autumn di Lee Hsing con Ou Wei e Tang Pao-yun in versione restaurata al Far East Film Festival 23

Execution in Autumn: la sinossi

Durante il dominio Han (II secolo a.C.), il focoso Pei Gang (Ou Wei) è un uomo incapace di controllare i propri impulsi, condannato a morte per aver assassinato l’amante e i suoi cugini tagliagole. Gang è l’unico maschio in vita della famiglia, e la sua iperprotettiva nonna (Fu Pi-hui), temendo per la sorte della linea dinastica, fa di tutto per liberare il nipote. Dal momento che un decreto imperiale ha stabilito che le condanne capitali possono essere eseguite solo in autunno, Pei Gang deve attendere un anno prima di affrontare il capestro.

Grazie alla mediazione di un funzionario corrotto, la nonna scopre che se Gang dovesse sposarsi durante la detenzione, la continuità della linea familiare è garantita. L’innocente Lian’er (Tang Pao-yun) è colei che dovrà assolvere il compito, ma Gang non è ben disposto a lasciarsi alle spalle una vedova. L’uomo, infatti, ha conosciuto in prigione un ladro (Chen Hui-Lou) e un intellettuale (Wu Jiaqi) che lo hanno indirizzato alla (ri)scoperta dell’accettazione delle proprie responsabilità.

Ou Wei e Tang Pao-yun
Ou Wei e Tang Pao-yun
Execution in Autumn recensione film di Lee Hsing
Execution in Autumn di Lee Hsing con Ou Wei e Tang Pao-yun in versione restaurata al Far East Film Festival 23

Il dramma dell’accettazione

Come detto l’azione si svolge nella Cina della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), un periodo che ha visto molti nuovi sviluppi dal punto di vista amministrativo. L’introduzione del film, accompagnata da una voce narrante, ci spiega che l’autunno era la stagione stabilita per le esecuzioni, dopodiché assistiamo a un tentativo di fuga del protagonista. Da queste premesse sembrerebbe che Execution in Autumn voglia presentarsi come una critica alle ingiustizie dell’antico sistema legislativo cinese, ma ben presto le aspettative del pubblico verranno sovvertite da un incastro di flashback sulle poco onorevoli imprese di Gang. Si capisce, dunque, che l’uomo merita la sua esemplare punizione, e che il focus dell’opera va molto più in profondità.

Il copione di Yung-hsiang presta grande attenzione ai dialoghi, e traccia un percorso di purificazione morale molto credibile, scevro da banali soluzioni, doloroso e con l’incombenza della morte sempre tangibile. Il protagonista viene a patti con le conseguenze di un’infanzia disfunzionale e impara a discernere il bene dal male, la luce dall’oscurità e lo yin dallo yang tramite il confronto filosofico. Numerosi sono, infatti, i comprimari necessari alla sua crescita, caratterizzati divinamente e perfetti nel riflettere le conflittualità intellettuali e burocratiche dell’epoca.

Seppur elegantissima nell’accurata ricostruzione storica, la regia di Lee non priva il racconto della sua più ampia forza emotiva. Il peso delle scelte morali grava su personaggi e spettatori con eguale ineluttabilità. Raramente i dolori della penitenza e di un destino prestabilito sono stati acuti come in Execution in Autumn. E raramente lo scorrere delle stagioni ha avuto una pari valenza poetica: così come il tempo e le forze della natura sono inamovibili, la natura umana è in continuo divenire e in costante rigenerazione spirituale. Anche oltre la morte.

Sintesi

Execution in Autumn è un vero capolavoro sull'accettazione di colpe ed espiazioni, raccontato con il gusto sempreverde del dramma in costume.

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