Giorni d’estate

Giorni d’estate recensione film di Jessica Swale con Gemma Arterton [Anteprima]

Giorni d’estate recensione film di Jessica Swale con Gemma Arterton, Gugu Mbatha-Raw, Lucas Bond, Penelope Wilton, Tom Courtenay e Dixie Egerickx

Giorni d’estate, il primo lungometraggio diretto dalla regista e scrittrice britannica Jessica Swale è in uscita nelle sale italiane il 25 agosto di quest’anno, distribuito da Movies Inspired. La Swale ha già ricevuto il BAFTA JJ Writers’ Fellowship nel 2012, diventando un nome di spicco tra i registi esordienti. Il titolo originale, Summerland ossia terra d’estate, rispecchia al meglio il significato del film.

Ci troviamo in un piccolo villaggio in Inghilterra, è il 1940. La Seconda Guerra Mondiale è da poco iniziata e da Londra evacuano famiglie e soprattutto bambini. Giovani anime innocenti che non hanno altro dove andare, vengono ospitate nelle case degli abitanti dei piccoli villaggi periferici. Una di queste si chiama Frank (Lucas Bond), evacuato da Londra, finisce nella casa della signora Alice Lamb (Gemma Arterton). Ella è una scrittrice solitaria, ama i miti e ricerca la scienza dietro di essi. Vive in una piccola casa isolata dal resto, non è molto amichevole e preferisce rimanere sola piuttosto che avere contatti con l’esterno. Al villaggio la chiamano “la strega”, e i bambini amano fantasticare su di lei e farle i dispetti. Tutti, però, la temono. Perché è una donna sola, e sessant’anni fa non era consuetudine. Come oggi, anche allora si parlava, e le voci girano.

Gemma Arterton e Gugu Mbatha-Raw
Gemma Arterton e Gugu Mbatha-Raw (Credits: Movie Inspired)

Ma Frank non ha paura di lei, nonostante il trattamento brusco ricevuto. Alice, infatti, non lo vuole tra i piedi. Vuole stare da sola e concentrarsi nella scrittura, la sua unica ancora di salvezza. Nonostante ciò, la porta di casa sua rimane aperta: ha fatto un patto, Frank sarebbe rimasto solo una settimana e poi un’altra sistemazione sarebbe stata trovata. Ma il tempo passa, e Alice si abitua alla presenza di Frank. Grazie al mito della Fata Morgana, alle isole volanti, e a Summerland, la terra dell’estate, nonché il paradiso dei pagani, tra i due personaggi, così diversi tra loro eppure simili, nascerà pian piano qualcosa. Intanto, Alice è bloccata tra i ricordi del suo amore passato con Vera (Gugu Mbatha-Raw), una donna incantevole con la quale i rapporti si sono chiusi bruscamente.

Una narrazione molto introspettiva, che riesce a farsi agilmente spazio nei cuori delle persone. Una storia in parte realistica e in parte fantastica, dà vita a miti e leggende, mentre sullo sfondo c’è la guerra. Un contrasto particolare, che insegna come i sogni possono vincere sul male.

Gugu Mbatha-Raw e Gemma Arterton
Gugu Mbatha-Raw e Gemma Arterton (Credits: Movie Inspired)

Basata interamente su canoni classici di scrittura, la storia di Alice e Frank riesce comunque a stupire. Il paragone struggente tra la vita di Alice e quella di Frank, così come le scoperte inaspettate durante lo sviluppo della storia, o i frequenti passaggi di piano temporale, tra passato, presente ed anche futuro, rendono il film coinvolgente ed emozionante. Certo, Giorni d’estate gioca su temi con i quali è facile riuscire a strappare una lacrima, ma lo fa con consapevolezza ed intelligenza. La drammaticità è reale, non costruita su un pretesto non spiegato, come spesso accade.

La guerra non viene mostrata, se non in un piccolo frangente che mette davvero i brividi, grazie ad un totale cambio di atmosfera, uso di colorazioni completamente diverse e piani sequenza spettacolari: ci si ritrova catapultati nell’inferno dopo aver visto il paradiso. Durante il resto del film la guerra è soltanto raccontata, ed è forse per questo che si rimane così tanto colpiti quando viene mostrata davvero. La guerra, poi, appare nel momento più drammatico. Una scelta ardua e particolarmente interessante.

Gemma Arterton e Lucas Bond
Gemma Arterton e Lucas Bond (Credits: Movie Inspired)
Giorni d’estate recensione film di Jessica Swale con Gemma Arterton
Gemma Arterton (Credits: Movie Inspired)

Un altro passaggio fondamentale di questa storia è la relazione amorosa tra Alice e Vera. Una storia che, se si pensa ai tempi passati, era proibita. E per certi aspetti lo è ancora. Il punto forte della loro relazione è che non è presentata solamente come un pretesto per rivendicare i diritti della comunità LGBT, bensì è parte integrante della narrazione. Il loro rapporto non è visto come scandaloso o come qualcosa per cui lottare in cerca di un lieto fine. È mostrato semplicemente per quello che è, il suo corso, la sua decadenza, risultando quindi ancor più potente, perché sincero e perché posto dal punto di vista di due donne innamorate.

L’uso dolce dei colori abbraccia il tutto, riesce a far entrare totalmente lo spettatore nella scena. La fotografia di Laurie Rose sfrutta al meglio i luoghi esterni e la natura, che danno alla pellicola un carattere fiabesco, contrapposto alla dura vita in guerra. Grazie poi alla forte presenza di Gemma Arterton, la storia lascia il segno. Con i personaggi si empatizza facilmente: tutti caratterizzati molto bene, grazie anche a piccole scenette che rivelano i loro modi di fare.

Jessica Swale porta in scena una storia al confine tra l’immaginazione e la realtà, tra la terra e il cielo dove si trova Summerland, le isole galleggianti dove, secondo Frank, i morti hanno la loro seconda vita. Nonostante sia basata su canoni classici visti e rivisti, non mancano i colpi di scena e la giusta drammaticità che riesce a coinvolgere, grazie anche ad un uso sapiente della tecnica. Giorni d’estate (Summerland) è un film semplice, classico, ma bello, e riesce a confermare le aspettative.

Sintesi

Jessica Swale porta in scena una storia al confine tra l’immaginazione e la realtà, tra la terra e il cielo dove si trova Summerland, le isole galleggianti dove, secondo Frank, i morti hanno la loro seconda vita. Nonostante sia basata su canoni classici visti e rivisti, non mancano i colpi di scena e la giusta drammaticità che riesce a coinvolgere, grazie anche ad un uso sapiente della tecnica. Giorni d’estate (Summerland) è un film semplice, classico, ma bello, e riesce a confermare le aspettative.

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