European Film Awards 2017 – i premi del trentennale

Si è tenuta ieri sera a Berlino la trentesima edizione degli European Film Awards, vero e proprio corrispettivo europeo degli Oscar, in quanto l’assegnazione dei premi viene votata dai membri della European Film Academy.

Il presidente dell’Academy, Wim Wenders, ha sottolineato l’importanza di difendere la visione europea di fronte al populismo che mina l’unità e la concordia tra i Paesi del continente: « È la peggiore e più antica malattia dell’Europa. Com’è possibile che sia tornato ad insinuarsi al giorno d’oggi? Come hanno potuto questi politici populisti, con le loro menzogne, distruggere i nostri sogni più grandiosi? Quando guardo all’Europa, vedo ancora una grande promessa, con un pizzico di utopia. L’Europa è ancora un rifugio sicuro. L’Europa non è un problema: l’Europa è una soluzione. Difendiamola con la forza delle nostre convinzioni. »

Grande trionfo per The Square, il film svedese già vincitore della Palma d’Oro a Cannes (e del quale trovate qui la nostra recensione), che si aggiudica i premi per Miglior Film e Miglior Commedia, e guadagna al suo regista Ruben Östlund le statuette per Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura, al suo protagonista Claes Bang il titolo di Miglior Attore e a Josefin Åsberg quello per la Miglior Scenografia. Il regista ha dichiarato che « volevamo dire qualcosa di importante, ma volevamo anche che fosse divertente – credo sia parte dell’approccio europeo ». Il film è distribuito in Italia da Teodora Film ed è ovviamente il candidato svedese per gli Oscar.

Il premio di Miglior Attrice è andato alla Ceca Alexandra Borbély per la sua interpretazione nel film ungherese Corpo e Anima (Teströl És Lélekröl), che racconta una storia d’amore tra un uomo e una donna con la sindrome di Asperger. Il film ha vinto l’Orso d’Oro all’ultimo Festival di Berlino ed è il candidato ungherese per gli Oscar, ed uscirà in Italia ai primi di gennaio, distribuito da Movies Inspired.

Il Miglior film d’Animazione è Loving Vincent, il film polacco-britannico di Dorota Kobiela e Hugh Welchman che racconta la vita di Vincent Van Gogh, speciale per la tecnica scelta: ciascuno dei 65000 frame del film è un dipinto ad olio. Il film è stato distribuito in Italia per pochi giorni lo scorso ottobre da Adler Entertainment

La statuetta di Miglior Cortometraggio è andata allo Spagnolo Timecode di Juanjo Giménez. In un quarto d’ora, si racconta la storia di Diego e Luna, sorveglianti di un parcheggio. Il corto, già vincitore della Palma d’Oro e candidato agli Oscar 2017, si può noleggiare per 2 euro su Vimeo.

Il Polacco Komunia di Anna Zamecka è il Miglior Documentario, e segue la vita della quattordicenne Ola che, oltre a prendersi cura del fratello autistico e dei due genitori separati, sogna di riuscire a riunire la famiglia sotto lo stesso tetto.

Il Premio FIPRESCI della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica è andato a Lady Macbeth, pellicola inglese diretta dall’esordiente William Oldroyd e basata non su Shakespeare ma su un racconto russo scritto nel 1865. La storia di Katherine, il cui opprimente matrimonio con un uomo più vecchio porterà a sanguinose conseguenze, è stata distribuita da Teodora Film la scorsa estate.

Due premi sono andati a Loveless (Nelyubov), film russo di Andrey Zvyagintsev (già regista di Leviathan), storia di una coppia prossima alla separazione che deve trovare un modo di collaborare, almeno per un po’, quando il figlio dei due non rientra a casa. I vincitori sono Michail Krichman (premio Carlo Di Palma per la Miglior Fotografia) e Evgueni e Sacha Galperine (Miglior Colonna Sonora). Il film è stato il premio della giuria al festival di Cannes, la selezione russa per gli Oscar, ed è appena uscito nelle sale italiane a cura di Academy Two.

Lo Spagnolo Oriol Tarragō ha vinto per il Miglior Sound Design per A Monster Calls (7 Minuti Dopo la Mezzanotte), che non dovrebbe aver bisogno di presentazioni perché è un film fantastico che, se non avete visto, dovreste recuperare (regia di Juan Antonio Bayona).

Il premio per il Miglior Montaggio è andato a Robin Campillo, Francese regista e sceneggiatore di 120 Battiti al Minuto, che descrive le attività del gruppo Act Up nella Francia degli anni ’90 per diffondere la consapevolezza sull’epidemia di AIDS nella comunità omosessuale. Vincitore del Grand Prix a Cannes, il film è anche il candidato francese agli Oscar ed è stato distribuito ad ottobre da Teodora Film.

Katarzyna Lewinska si è aggiudicata il premio per i Migliori Costumi grazie al suo lavoro su Potok (il titolo inglese è Spoor), thriller di Agnieszka Holland ambientato nel montuoso sud-est della Polonia e candidato polacco agli Oscar.

La statuetta per il Miglior Trucco è stata assegnata a Leendert Van Nimwegen per il film Brimstone, coproduzione Olanda-Francia-Germania-Svezia-UK diretta dall’Olandese Martin Koolhoven. Questo western, con Dakota Fanning, Guy Pearce, e gli westerosiKit Harington e Carice Van Houten è stato in concorso al Festival di Venezia nel 2016 ma non trovo traccia di un’edizione italiana.

Il Premio per la co-produzione europea è andato al produttore Croato Cédomir Kolar.

Aleksandr Sokurov, il regista de L’Arca Russa, ha ricevuto il premio alla carriera.

Per finire, Julie Delpy è stata premiata per il Miglior contributo europeo al Cinema Mondiale. L’attrice e regista francese ha ricevuto uno speciale saluto in video da Ethan Hawke, sua co-star e co-autore nella Before… trilogy di Richard Linklater. Delpy ha dichiarato che il suo più grande traguardo è stato « sopravvivere per trent’anni e qualcosa, dopo aver cominciato come giovane attrice e aver mantenuto la mia integrità – sapete a cosa mi riferisco ». Ha inoltre sottolineato di essere alla ricerca di fondi per il suo prossimo film. Le riprese sono previste fra tre settimane, ma il finanziatore si è tirato indietro perché ‘le donne sono emotive’ ». C’è ancora molta strada da fare.

Non una grande serata per il cinema italiano, ma non è una grande sorpresa: nessun film italiano era nemmeno candidato.

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