Brian Dennehy: l’omaggio di Sylvester Stallone allo sceriffo di Rambo

Brian Dennehy: l’omaggio di Sylvester Stallone allo sceriffo di Rambo

Nelle scorse ore, l’universo cinematografico ha detto addio a Brian Dennehy, vincitore di due Tony Awards e di un Golden Globe rispettivamente per Morte di un commesso viaggiatore e Long Day’s Journey into Night, scomparso all’età di 81 anni. La notizia è stata data da sua figlia Elizabeth che ci ha tenuto a sottolineare che la morte del genitore non è stata causata dal Coronavirus.

Nel corso della sua carriera Dennehy ha preso parte a numerosi film e serie come The Blacklist, ricoprendo ruoli celebri seppur non sempre da protagonista. Alcuni lo ricordano per Cocoon, Romeo + Giulietta, Silverado oppure per Il ventre dell’architetto. La maggior parte delle persone, però, ricollega subito Brian Dennehy allo sceriffo Teasle di Rambo.

Brian Dennehy, vincitore di due Tony Awards e di un Golden Globe
Brian Dennehy, vincitore di due Tony Awards e di un Golden Globe

Nel film del 1982, Sylvester Stallone doveva infatti fare i conti con lo spietato sceriffo che ha suscitato odio e amore in tutti gli amanti dell’opera diretta da Ted Kotcheff, poiché la natura del personaggio era quella che era ma la recitazione di Brian Dennehy rappresentava qualcosa di unico e risultava impossibile non rimanerne affascinati.

Dopo la notizia della morte di Dennehy, non si sono fatte attendere le parole di Sylvester Stallone che ha voluto esprimere il proprio affetto per il compagno di set: Il grande attore Brian Dennehy è morto. Era semplicemente un brillante interprete … Era anche un veterano del Vietnam che mi ha aiutato moltissimo a costruire il personaggio di Rambo. Il mondo ha perso un grande artista.

Proprio riguardo al film del 1982, si era espresso tempo fa Brian Dennehy, che ha condiviso il set con Stallone anche in F.I.S.T.:

“La cosa curiosa di Rambo, forse la gente se lo dimentica, è che la carriera di Stallone in quel momento si stava un po’ indebolendo. La sceneggiatura originale doveva far morire il personaggio di Rambo alla fine del primo film, non ricordo neanche in che modo. Dopo tre settimane dall’inizio delle riprese, i produttori ed il regista hanno mostrato un pezzo di film e la risposta fu sensazionale sia per quanto fatto da Kotcheff che per il lavoro di Sylvester Stallone. A quel punto, quando sono tornati, si sono rivolti a Stallone e gli hanno detto: “A proposito, non stai morendo. Ti terremo in vita”. Questo perché si erano resi conto di cosa fosse Stallone e di quanto il pubblico lo amasse e volevano quindi lasciare aperta la possibilità di produrre dei sequel che poi, infatti, sono diventati quattro!”

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