Argentina, 1985

Argentina 1985 recensione film di Santiago Mitre con Ricardo Darín [Venezia 79]

Argentina, 1985 recensione film di Santiago Mitre con Ricardo Darín, Peter Lanzani, Alejandra Flechner, Santiago Armas, Laura Paredes e Carlos Portaluppi

Esistono storie che è doveroso raccontare, per la memoria collettiva, perché diventino monito e insegnamento: Argentina, 1985 è una di queste. Diretto da Santiago Mitre e in concorso a Venezia 79, il film è prodotto da Amazon Studios, La Unión de los Ríos, Kenya Films e Infinity Hill, ed è anche il primo film argentino Amazon Original.

Argentina, 1985 racconta del maxi processo che vide per la prima volta nella storia un tribunale ordinario giudicare e condannare una dittatura militare. Nel 1983, infatti, la dittatura instauratasi nel 1976 viene sostituita da un regolare governo sotto la guida del Presidente Alfonsín. Quello contro la dittatura del generale Videla e dei suoi complici è stato il più grande processo per crimini di guerra avvenuto dopo quelli di Norimberga. Il sanguinoso governo dittatoriale si era lasciato dietro una scia di morte, rappresentata dai milioni di desaparecidos (il numero si aggira intorno ai 30 milioni), fatti sparire tra il 1976 e il 1983, portati in luoghi di detenzione clandestini o uccisi; di loro i familiari non avrebbero mai più avuto notizie. A capo dell’accusa nel processo furono messi il procuratore Julio Strassera (Ricardo Darín) e Luis Moreno Ocampo (Peter Lanzani) che lavorarono con una squadra di giovani collaboratori non soltanto per condannare chi si era macchiato di crimini indicibili, ma anche contro l’omertà e il silenzio delle istituzioni che circondava chi si occupava del processo.

Argentina, 1985 recensione film di Santiago Mitre con Ricardo Darín
Argentina, 1985 di Santiago Mitre con Ricardo Darín, Peter Lanzani e Alejandra Flechner (Credits: Amazon Studios)

Scritto da Mitre insieme a Mariano LlinásArgentina, 1985 è un courtroom drama dalla struttura convenzionale, nella quale il pubblico riesce a individuare perfettamente lo svolgersi della trama, quasi un film da manuale. Eppure, è meravigliosamente scritto e diretto e capace di tenere desta l’attenzione per tutti i suoi 140 minuti.

Argentina, 1985 – il coraggio di un uomo comune

Julio Strassera veniva soprannominato Loco, il pazzo, perché di pazzia doveva trattarsi se si decideva di opporsi alle istituzioni militari argentine che, benché non fossero più al potere, ancora incutevano timore e avevano fin troppi consensi tra le persone comuni. E Strassera – magnificamente interpretato da Ricardo Darín – è ben consapevole che quella a cui sta andando incontro può rivelarsi la missione più pericolosa a cui va incontro, non solo per lui, ma anche per la sua famiglia. E nonostante sia convinto che “la storia non viene fatta da uomini come me”  come dirà al suo amico e mentore, l’avvocato Ruso (Norman Briski), sa che è necessario accettare l’incarico che gli viene affidato dal tribunale giudiziario e trovare nel minor tempo possibile tutte le prove necessarie a dimostrare l’efferatezza dei crimini commessi dai dittatori. Così, inizia un lungo e meticoloso lavoro di ricerca, portato avanti da un team di giovani legali, una nuova generazione di argentini pronta a cambiare le cose, soli contro un paese che non ne voleva sapere di guardare in faccia la realtà, indottrinato dai proclami televisivi ancora troppo simili a quelli della dittatura.

Il cast di Argentina, 1985
Il cast di Argentina, 1985 (Credits: Lina Etchesuri/Amazon Studios)

L’impegno di questo gruppo di coraggiosi viene premiato con una mole di prove esorbitante: più di 4000 pagine di testimonianze, oltre 709 casi di persone scomparse o che avevano subìto le torture del regime. E tutta questa sofferenza, questo dolore e questa umiliazione, tutto l’inascoltato viene finalmente portato alla vista e all’udito di tutti, con una lunga e toccante sequenza in cui le vittime dirette o indirette delle violenze della dittatura sono chiamate al banco dei testimoni. Perché, e questo è evidente negli intenti del regista, il film è una denuncia degli orrori subiti dal popolo argentino, il racconto fattosi carne vivente di una delle pagine più sanguinose della storia e su cui ancora oggi sono in corso processi e condanne. La bravura di Mitre sta anche nel non indugiare eccessivamente sul dolore che viene portato in scena, ma di renderlo protagonista perché non si possa più distogliere gli occhi e far finta di non vedere.

Mescolando abilmente humor, impegno politico ed emozione, Argentina, 1985 è una lezione preziosa non soltanto di storia, ma anche di cinema, perché nella sua semplicità intrattiene e insegna, lasciando riverberare il “Nunca màs” dell’arringa finale di Strassera come una promessa di libertà e riempiendo di scrosci d’applausi non solo il tribunale ricostruito nel film, ma anche l’intera sala stampa e il pubblico accorsi alla prima, con una standing ovation di dieci minuti.

Sintesi

Diretto da Santiago Mitre e in concorso a Venezia 79, Argentina, 1985 è un courtroom drama dalla struttura convenzionale, Eppure, è meravigliosamente scritto e diretto e capace di tenere desta l'attenzione per tutti i suoi 140 minuti. Il film è una denuncia degli orrori subiti dal popolo argentino, il racconto fattosi carne vivente di una delle pagine più sanguinose della storia e su cui ancora oggi sono in corso processi e condanne, non indugiando eccessivamente sul dolore che viene portato in scena, ma rendendolo protagonista perché non si possa più distogliere gli occhi e far finta di non vedere. Imperdibile.

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