Sulla mia pelle

Sulla mia pelle recensione

Recensione del film Sulla mia pelle: il cinema italiano di denuncia torna a graffiare con l'opera prima di Alessio Cremonini. Dal 12 settembre su Netflix

Ad Orizzonti, il concorso dedicato alle pellicole che meglio rappresentano le tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale e che si è svolto durante la 75esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Sulla mia pelle è stato insignito della proiezione durante la cerimonia di apertura. L’opera prima del regista Alessio Cremonini, alle prese con uno dei casi di cronaca più dibattuti in Italia, la morte di Stefano Cucchi, ha rappresentato il ritorno della produzione italiana al cinema di denuncia.

Il film, prodotto e distribuito da Netflix a partire dal 12 settembre, vede Alessandro Borghi e Jasmine Trinca interpretare Stefano e Ilaria Cucchi, ed inoltre nel cast Milvia Marigliano e Max Tortora.

Come ricorderete, abbiamo visto e recensito in anteprima l’opera di Cremonini durante la Mostra del Cinema, vi rimandiamo dunque al nostro Day 1 di Venezia 75 per leggere la recensione di Sulla mia pelle, già disponibile in streaming su Netflix.

Sintesi

Allontanandosi da una distinzione manichea tra buoni e cattivi, Cremonini si mantiene in equilibrio nel suo racconto, senza mai urlare o portare all’eccesso il suo messaggio. Un film che fa male e che è destinato a far discutere, perché mette in luce le contraddizioni alle quali ci stiamo (colpevolmente) abituando.

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