Spaccapietre

Spaccapietre recensione film con Salvatore Esposito [Venezia 77]

Spaccapietre recensione film di Gianluca e Massimiliano De Serio con Salvatore Esposito, Samuele Carrino, Licia Lanera e Antonella Carone

Quella di Salvatore Esposito era una delle presenze più attese al Festival del Cinema di Venezia. L’attore famoso per il ruolo di Genny Savastano in Gomorra e che sarà uno degli interpreti della prossima quarta stagione della serie Fargo, è il protagonista di Spaccapietre, scritto e diretto da Gianluca De Serio e Massimiliano De Serio che vede inoltre come protagonisti il piccolo Samuele Carrino (nelle vesti del figlio di Esposito), Licia Lanera, Antonella Carone, Giuseppe Loconsole e Vito Signorile.
Il film intreccia una storia di cronaca con quella di un padre e di un figlio, destinati ad avere una vita costellata di povertà, dolore e sfruttamento.

Il protagonista è Giuseppe (Salvatore Esposito) ed è lui lo Spaccapietre a cui si riferisce il titolo, o meglio, lo era: Giuseppe, infatti è stato vittima di un incidente durante il lavoro, che lo ha reso cieco ad un occhio per sempre. Un occhio magico, così lo descrive il piccolo Antò (Samuele Carrino), suo figlio. I pochi soldi guadagnati da questa famiglia vengono dal lavoro di Angela (Antonella Carone), moglie e madre, la quale lavora come bracciante nei campi. La loro non è una vita facile, la povertà li attanaglia, ma nonostante le sfortune riescono ad essere comunque una famiglia.

Salvatore Esposito e Samuele Carrino
Salvatore Esposito e Samuele Carrino

La situazione precipita quando Angela muore improvvisamente nei campi, a causa di un malore. Giuseppe e Antò si trovano improvvisamente da soli, senza nessun altro, se non loro due. Padre e figlio si ritrovano in una situazione tremenda e decidono di cercare lavoro e una casa nella masseria dove lavorava Angela.

La situazione per i braccianti è estremamente dura e faticosa: i due sono costretti a lavorare ogni giorno nei campi, sotto il sole, senza neanche una pausa e vivono in una baraccopoli ai margini dei campi. Qui si ritrovano ad essere vittime di pratiche di sfruttamento e denigrazione, insieme ad altre anime sfortunate, tra cui Rosa (Licia Lanera), un’amica della madre che era presente alla sua morte.

Salvatore Esposito e Samuele Carrino
Salvatore Esposito e Samuele Carrino

Dovremmo essere grati che ci siano registi italiani che portano sul grande schermo storie così terribilmente vere: i fratelli De Serio squarciano il velo di omertà e portano al cinema una delle realtà più tragiche della nostra società attuale: il caporalato.

Il soggetto del film riprende una vicenda di alcuni anni fa, ovvero la morte di una bracciante pugliese, Paola Clemente, durante le ore di lavoro. Negli stessi campi era morta la nonna paterna dei due registi, nel 1958, mentre il loro nonno paterno, prima di partire per Torino negli anni Sessanta, aveva fatto proprio lo spaccapietre.

Ciò che notiamo fin da subito è la mancanza di edulcorazione: il film non si rifà a sovrastrutture fantastiche per raccontare una tragedia del genere, nonostante ci sia un bambino. Non ci sono giochi o racconti fantastici come ne La vita è bella: Antò vede coi suoi occhi la violenza, la povertà, la disperazione e la mancanza di umanità.

Salvatore Esposito è lo Spaccapietre
Salvatore Esposito è lo Spaccapietre

Assistiamo ad un protagonista privato della moglie, dell’occhio sinistro, della sua dignità, che non riesce a dare un presente migliore a suo figlio, costretto ad abbandonare la scuola, ma comunque con la speranza nel cuore di diventare architetto da grande.

Uno degli elementi che colpisce di questa pellicola è la mancata definizione del tempo: sappiamo che la storia si volge nel presente da alcuni dettagli, ma la cornice sembra essere inserita nel passato; la storia raccontata in questo film non ha limiti di tempo.

Spaccapietre evidenzia la mancanza di umanità dei “padroni”, che trattano come animali chi lavora per loro, come se questi non avessero dignità e non potessero averla per nessun motivo. Ma a questa storia di violenza si oppone un’altra storia, il rapporto di amore tra un padre e un figlio. Nonostante Giuseppe appaia spesso come un vinto dalla vita, c’è Antò a ricordargli per cosa sta continuando a combattere: una vita stabile, la libertà.

Spaccapietre recensione film Venezia 77
Spaccapietre di Gianluca e Massimiliano De Serio

Se nel finale il film prende una via diversa, data dall’esplosione di ira e di violenza di Giuseppe, il ritmo del film è quasi sempre costante, una scelta registica che avvicina il girato quasi ad un documentario. Se per alcuni la pellicola potrebbe peccare in emozionalità, poiché nulla è portato allo stremo, né le situazioni e né le reazioni dei protagonisti (escluso il finale), questo modo di raccontare funziona a nostro avviso maggiormente, facendo entrare lo spettatore nella narrazione.

Una storia che viene raccontata con molto realismo, rendendola così cruda da portare lo spettatore a pensare che non sia attuale, ma appartenente a tempi passati, magari durante le guerre. Invece il dramma del caporalato è attuale e basterebbe allontanarci dalle città e andare nelle zone più povere d’Italia per toccare con mano questa terribile realtà.

I registi Gianluca e Massimiliano De Serio
I registi Gianluca e Massimiliano De Serio

Un film necessario che fa leva sul realismo senza mai esasperare gli eventi, senza dover ricorrere a “trucchi” per far empatizzare lo spettatore, toccato da un dramma incredibilmente vero e troppo vicino su cui chiudiamo troppo spesso gli occhi.

Bravo Salvatore Esposito a portare sullo schermo un padre sconfitto dalla vita che va avanti solo per inerzia, ma soprattutto bravo il giovanissimo Samuele Carrino, alias Antò, nel ricoprire il ruolo di un bambino che perde la sua innocenza ogni giorno di più.

Spaccapietre è il racconto di una realtà drammatica, quella del caporalato, attuale e terribile. Ma è anche la storia della discesa nell’anima dei protagonisti, con un finale che fa discutere e che si pone sul confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Distribuito da La Sarraz Distribuzione e Shellac, Spaccapietre fa parte dei primi, coraggiosi titoli che ci auguriamo facciano ripartire il botteghino italiano dopo i difficilissimi mesi di lockdown.

Sintesi

I fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio squarciano il velo di omertà e portano al cinema una delle realtà più tragiche della nostra società, il caporalato, attraverso un dramma duro e realistico. Spaccapietre è anche la storia della discesa nell'anima dei protagonisti, un padre sconfitto dalla vita che non si arrende e un figlio che perde la sua innocenza ogni giorno di più.

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