Il bar delle grandi speranze

Il bar delle grandi speranze recensione film di George Clooney con Ben Affleck e Tye Sheridan [Amazon Prime Video]

Il bar delle grandi speranze recensione film di George Clooney con Ben Affleck, Tye Sheridan, Christopher Lloyd, Lily Rabe, Daniel Ranieri e Ron Livingston

L’editoria tendeva all’autobiografia.
(J.R. Moehringer, Il bar delle grandi speranze)

È un campo difficile l’editoria, specie se non si ha la giusta verve per imbattersi nell’oscurità di questo mondo. Bisogna studiare, apprendere, analizzare, scrivere tanto. Ma soprattutto leggere, qualsiasi libro andrà bene. Non era ben chiaro al piccolo J.R. Moehringer, fomentato com’era dal desiderio quasi primordiale della madre che lo vedeva un brillante avvocato laureato alla Yale University.
Un romanzo di formazione che prende vita. È questa la sintesi de Il bar delle grandi speranze, nono film diretto ‒ e co-prodotto ‒ da George Clooney, in streaming su Amazon Prime Video.

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Yale è una meta da raggiungere nei pensieri di J.R. (Daniel Ranieri), ma con il sogno di diventare uno scrittore nell’America degli anni ’80, che ama raccontare le sue esperienze con la macchina da scrivere. Perché, a volte, scrivere è la sensazione che più ti libera da tutte le oppressioni. E proprio J.R., diminutivo di Junior come il padre, è stato un bambino che ha dovuto sopportare l’assenza del suo vecchio fin dalla tenera età. Sperava, nella sua innocenza, che suo padre avrebbe posato la bottiglia e alzato il telefono anche solo per sentirlo. Lo cercava alla radio, sentire la sua voce lo tranquillizzava. Eppure, lo zio Charlie (Ben Affleck) si è battuto per sopperire la sua mancanza, sentita anche troppo.

Bel Affleck e Tye Sheridan
Bel Affleck e Tye Sheridan (Credits: Amazon)

Ben Affleck e Daniel Ranieri ne Il bar delle grandi speranze (Credits: Amazon)
Ben Affleck e Daniel Ranieri ne Il bar delle grandi speranze (Credits: Amazon) (Credits: Amazon)

Un Ben Affleck pieno di vita, alle prese con il suo bar Dickens, un luogo d’incontro per amici e per J.R. stesso tra consigli di vita, migliaia di libri letti e qualche sbronza voluta, da uomo che era diventato. Ci ha sempre tenuto lo zio Charlie al bene della famiglia, alla triste sorte della sorella e a J.R. bambino, adolescente e adulto (qui nel ruolo Tye Sheridan) e, perché no, anche alla sua scintillante Cadillac che non ha mai lasciato incustodita, regalo poi per un “figlio” che, forse, avrebbe voluto.

È stato per J.R. il padre che Charlie stesso non ha mai avuto, nel percorso di vita del ragazzo tra alti e bassi non lo ha mai abbandonato, nemmeno nei suoi sbagli più grandi. Il primo amore, un’illusione pura, uno dei tanti spunti per il suo romanzo autobiografico, in un’epoca in cui scrivere e parlare di se stessi era la soluzione migliore per far vedere la vena artistica da scrittore. E di quella J.R. ne aveva da vendere.

Tye Sheridan
Tye Sheridan (Credits: Amazon)

Ben Affleck ne Il bar delle grandi speranze
Ben Affleck ne Il bar delle grandi speranze (Credits: Amazon)

Il bar delle grandi speranze è un coming of age autobiografico che parla di crescita umana ed artistica durante una vita intera, dall’età infantile fino ad arrivare all’età adulta, come l’omonimo romanzo di J.R. Moehringer da cui è tratto il film. La Lady Bird di George Clooney, viene da dire. Lì con una ragazza protagonista (Christine McPherson, interpretata da Saoirse Ronan) diretta da una regista donna (Greta Gerwig), qui con protagonista un ragazzo con un sogno in tasca.

Sorprende molto la coppia Affleck Clooney, con l’uno (Ben Affleck) che ama stare al centro di ogni scena, naturale come se il suo ruolo gli calzasse a pennello, e l’altro (George Clooney) che “si nasconde” dietro l’occhio della cinepresa, artefice di una storia che fa tanto riflettere. Chiaramente, senza dimenticare le belle performance attoriali di Daniel Ranieri e Tye Sheridan che regalano momenti empatici con J.R., a tratti forti e che strappano via qualche lacrimuccia.

Sintesi

Il bar delle grandi speranze è un coming of age autobiografico che parla di crescita umana ed artistica durante una vita intera: sorprende la coppia Affleck - Clooney, con l'uno che ama stare al centro di ogni scena, naturale come se il suo ruolo gli calzasse a pennello, e l’altro che "si nasconde" dietro l’occhio della cinepresa, artefice di una storia che commuove e fa riflettere.

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