Fino all’ultimo indizio

Fino all’ultimo indizio recensione film con Denzel Washington Rami Malek e Jared Leto [PVOD]

Fino all’ultimo indizio recensione film scritto e diretto da John Lee Hancock con Denzel Washington, Rami Malek, Jared Leto, Natalie Morales e Isabel Arraiza

Sono le piccole cose che ti distruggono. Sono loro quelle per cui ti beccano.
(Denzel Washington in Fino all’ultimo indizio)

Disponibile in Premium Video On Demand (PVOD) per l’acquisto ed il noleggio sulle principali piattaforme come Amazon Prime Video, TIMvision, Chili, Sky Primafila e Infinity, Fino all’ultimo indizio esordisce con un inseguimento febbrile in stile chase movie per poi virare verso la più classica opera di genere serial killer, che tra un esordio enigmatico ed avvincente e una costante sensazione di pericolo disseminata lungo le indagini alimenta il mistero ed insinua il dubbio nello spettatore su chi possa essere il colpevole dell’assassinio di quattro donne, brutalmente accoltellate secondo un macabro rito sessuale.

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Joe Deacon, interpretato dal sempre magnetico Denzel Washington, era “il numero uno“, una leggenda tra i detective, un uomo che ha abbandonato i vecchi fasti e la metropoli e ci viene tuttavia presentato con un passato oscuro e non integerrimo attraverso le frasi sibilline sia dell’ex collega e capitano del Los Angeles County Sheriff’s Department (LASD) Carl Farris (Terry Kinney) – Jim Baxter (Rami Malek) è un grande detective e un brav’uomo: impareresti qualcosa da lui su entrambi i fronti – che del medico legale Flo Dunigan (Michael Hyatt) – Io nei tuoi occhi non vedo il bene.

Denzel Washington e Jared Leto
Denzel Washington e Jared Leto (Credits: Nicola Goode/Warner Bros.)

Esiste il bene e esiste il male, ma bisogna lottare.
(Michael Hyatt in Fino all’ultimo indizio)

Attraverso gli occhi e le riflessioni del suo protagonista la pellicola scritta e diretta da John Lee Hancock costruisce per lunghi tratti un’ottima tensione narrativa, all’interno di un genere complicato, difficile da sviluppare nelle sue dinamiche investigative e sempre meno affrontato con convinzione.

Le indagini condotte da Joe assumono un aspetto onirico: come se le anime delle vittime lo perseguitassero in cerca di pace, Joe è in grado di ascoltarle e di cercare il dialogo, sognando la morte ad occhi aperti.

Fino all’ultimo indizio recensione film con Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto
Rami Malek (Credits: Nicola Goode/Warner Bros.)

– Tu credi in Dio, Joe?
– Dio… quando guardo l’alba, una tempesta o la rugiada sul terreno credo che esista.
Ma quando vedo tutto questo credo che se ne sia andato tempo fa.
(Rami Malek e Denzel Washington in Fino all’ultimo indizio)

Ma è proprio sul più bello che purtroppo la sceneggiatura di John Lee Hancock si incrina affievolendo la suspense del racconto, mancando nella svolta narrativa e disgregandosi nel mancato prestigio della chiusura finale, sia relegando al ruolo di spalla quasi intangibile e di poco spessore il personaggio di Jim Baxter interpretato da Rami Malek, sia indugiando inopportunamente sull’osservazione di un singolo sospetto, l’Albert Sparma di Jared Leto che, dopo le brutte performance in Suicide Squad e Blade Runner 2049, cerca di riconciliarsi con il mestiere d’attore proponendoci un perenne sguardo da colpevole.

A risentirne è la natura stessa della pellicola, che perde di vista la costruzione dell’indagine, la ricerca degli indizi ed il genere stesso di riferimento per fossilizzarsi su un unico personaggio, enigmatico prima, mitomane poi, lasciando troppo spazio all’antagonista e perdendo alla lunga mordente.

Jared Leto e Rami Malek
Jared Leto e Rami Malek (Credits: Nicola Goode/Warner Bros.)

Denzel Washington in Fino all'ultimo indizio
Denzel Washington in Fino all’ultimo indizio (Credits: Nicola Goode/Warner Bros.)

La vita è troppo corta, e avresti dovuto ascoltare quel presentimento.
(Denzel Washington in Fino all’ultimo indizio)

Una svolta psicologica poco coerente con l’essenza dell’opera sin dal suo titolo: ostinandosi su una svolta narrativa infelice, John Lee Hancock si rivela incapace di chiudere compiutamente il finale di un film che nasce ossequiando il filone serial killer e si dissolve in tono minore disperdendo tutte le buone piccole cose – The Little Things è il titolo originale – che eppure aveva sin lì sapientemente disseminato.

Tra ossessione e devianza, un finale deludente e poco ponderato ci lascia in sospeso proprio come i suoi personaggi, incapaci di scrollarsi di dosso i fantasmi del passato.

Nessuno muore finché ci sono io.
(Rami Malek in Fino all’ultimo indizio)

Sintesi

Dopo aver costruito per lunghi tratti un'ottima tensione narrativa, attraverso un esordio enigmatico ed avvincente ossequioso del genere serial killer e proseguendo con una buona dose di suspense, la sceneggiatura di John Lee Hancock si incrina a causa di una svolta psicologica poco coerente, chiudendosi in tono minore e disperdendo in modo infelice tutte le buone piccole cose sin lì sapientemente disseminate.

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