Cronofobia

Cronofobia recensione film di Francesco Rizzi con Vinicio Marchioni e Sabine Timoteo [Anteprima]

Cronofobia recensione film di Francesco Rizzi con Vinicio Marchioni, Sabine Timoteo, Leonardo Nigro, Giorgia Salari e Jun Ichikawa

La cronofobia è la paura dello scorrere del tempo, la paura di perdere momenti preziosi che nessuno potrà ridare. Da sempre il tempo è argomento di fascinazione per i cineasti come dimostra Francesco Rizzi, che cerca di costruire, con il suo film di debutto, un atipico thriller intorno a esso. 

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Due sono i personaggi protagonisti di Cronofobia, ciascuno alla ricerca di un’identità: Michael (Vinicio Marchioni) da sempre vive sentendosi straniero, vagando per la Svizzera, sin da bambino sentendosi fuori luogo in ogni posto. Anna (Sabine Timoteo) fugge da qualcosa, alla ricerca di ciò che è perso per sempre e portando con sé un fardello pesante e doloroso. Queste due storie si intrecciano e così Michael inizia a seguire Anna, che diventa per lui un’ossessione.

Vinicio Marchioni e Sabine Timoteo
Vinicio Marchioni e Sabine Timoteo (Credits: Distribuzione Indipendente)

Cronofobia recensione film di Francesco Rizzi con Vinicio Marchioni
Vinicio Marchioni e Sabine Timoteo (Credits: Distribuzione Indipendente)

Non è un thriller come tutti gli altri Cronofobia, anzi, lentamente inizia a svelare la sua reale forma, trasformandosi e mutando in un dramma più personale e intimo. I due interpreti sorprendono per recitazione ed affiatamento, riuscendo appieno a reggere la storia. Entrambi attraverso i semplici sguardi sanno nascondere sempre qualcosa allo spettatore, attirandolo in questa rete drammatica che avvolge lentamente la pellicola.

Il film è ambientato in una Svizzera lontana dalle immagini da cartolina con le quali si è soliti rappresentarla, tra architetture moderne, ma vuote e anonime. Michael visita luoghi che sembrano appena usciti da un catalogo: posti perfetti e allo stesso tempo privi di anima. Ogni dettaglio sembra portare a una prigione, più mentale che fisica, nella quale si muovono i due protagonisti.  Quello che è un pregio, però, rischia di diventare anche il limite del film. Questo continuo e incessante vagare, fisico e mentale, alla ricerca di qualcosa o di qualcuno diventa eccessivo e potrebbe alla lunga stancare. 

Nonostante una regia precisa, volutamente asettica, che accompagna lo sguardo senza mai diventare protagonista, riuscendo a creare il giusto spazio per la storia e per i suoi personaggi, il ritmo della pellicola risulta altalenante. In particolare durante la seconda parte, quando il thriller lascia spazio al lato drammatico della narrazione.
Francesco Rizzi riesce comunque a portare sul grande schermo un thriller diverso, non omologato agli standard, ed è proprio questa la grande forza della pellicola.

Cronofobia recensione film di Francesco Rizzi con Vinicio Marchioni
Cronofobia: il poster

Sintesi

Cronofobia è il debutto al cinema di Francesco Rizzi: ambientato in una Svizzera lontana dall'immaginario collettivo, il film si snoda in una serie di labirinti fisici e mentali in cui i suoi interpreti, entrambi talentuosi ed affiatati, si rincorrono e si perdono. Un thriller dal ritmo altalenante, ma atipico ed innovativo.

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