Sweet Tooth

Sweet Tooth recensione serie TV con Christian Convery e Nonso Anozie [Netflix]

Sweet Tooth recensione serie TV di Jim Mickle e Beth Schwartz con Christian Convery, Nonso Anozie, Adeel Akhtar, Stefania LaVie Owen, Dania Ramirez, Aliza Vellani, Neil Sandilands, Will Forte e James Brolin

Immagina di svegliarti una mattina in una cittadina statunitense qualunque, aprire la porta di casa, raccogliere il giornale e leggere in prima pagina il titolo a caratteri cubitali che recita “Bambini ibridi nati negli Stati Uniti” seguito dal sottotitolo “Il mondo reagisce alla nuova generazione di bambini metà umani e metà animali con timore e preoccupazione”. Non è – solo – la trama della serie tv che stiamo per recensire, ma quello che è successo davvero qualche settimana fa a tutti gli abbonati del giornale statunitense Daily Mail. Si tratta semplicemente di una bizzarra strategia di marketing che ha sollevato qualche polemica per la discutibile modalità di distribuzione, ma che, in qualche modo, è riuscita a sollevare curiosità nei confronti della trama della nuova serie Netflix Sweet Tooth.

Sweet Tooth (il titolo riprende il soprannome del protagonista che in italiano diventa Golosone) è tratta dall’omonima serie a fumetti di successo realizzata da Jeff Lemire e targata DC Comics. Tra i produttori esecutivi della serie spuntano i nomi di Susan Downey e di Robert Downey Jr. (uomo d’acciaio che non ha bisogno di presentazioni). La serie ruota attorno al piccolo Gus, ibrido tra cervo e bambino, interpretato da un meraviglioso Christian Convery. Dopo aver vissuto nel bosco nove inverni con il padre (Will Forte) e uno in solitudine, Gus fa la conoscenza del burbero Tommy Jepperd (Nonso Anozie). I due, così distanti e diversi, partono per un’avventura straordinaria attraverso quel che resta dell’America dopo una pandemia letale, alla ricerca di risposte sulle origini di Gus, sul passato di Jepperd e sul vero significato della parola “casa”.

Christian Convery
Christian Convery (Credits: Kirsty Griffin/Netflix)
Nonso Anozie
Nonso Anozie (Credits: Kirsty Griffin/Netflix)

Come già accennato, lo spunto da cui parte la serie è una pandemia globale. Sentirete, infatti, parole ormai purtroppo familiari come “virus” e “distanziamento sociale”, eppure Sweet Tooth è tutt’altro che una serie legata agli avvenimenti contemporanei. La narrazione preferisce, infatti, concentrarsi sullo sviluppo di altre tematiche senza mai far pesare un contesto a noi fastidiosamente familiare, esplorando diversi rapporti padre/madre-figlio/figlia, la costruzione di un progetto di vita e la riscoperta fiducia in un futuro migliore.

Se inizialmente la narrazione può apparire slegata, episodio dopo episodio i pezzi del puzzle si incastrano sempre di più – complice anche la presenza di un narratore esterno che con la sua voce (James Brolin nella versione originale) collega tutti i personaggi – arrivando a un finale aperto in cui i personaggi hanno la possibilità di far affidamento l’uno sull’altro, ognuno con alle spalle un bagaglio di esperienze che ci ha permesso di comprendere fino a fondo le loro motivazioni più nascoste. Purtroppo, però, durante questo viaggio durato otto episodi incontriamo anche alcuni effetti speciali che lasciano a desiderare, soprattutto quando si tratta di palesi green screen che distraggono da una narrazione molto curata. Gli ibridi, invece, sono sorprendentemente adorabili e ben fatti: anche solo le piccole orecchie di Gus esprimono le più celate emozioni che lo rendono tanto dolce e ingenuo.
Queste lacune tecniche rispetto agli standard odierni vengono però presto accantonate nella nostra memoria una volta che la storia prende slancio e ci catapulta in una favola avvincente sostenuta da personaggi dal carattere discutibile, ma per cui non possiamo fare a meno di fare il tifo.

Stefania LaVie Owen e Christian Convery
Stefania LaVie Owen e Christian Convery (Credits: Kirsty Griffin/Netflix)
Sweet Tooth recensione serie TV Netflix con Christian Convery e Nonso Anozie
Christian Convery e Nonso Anozie (Credits: Kirsty Griffin/Netflix)

Nel complesso troviamo Sweet Tooth una buona opera, tuttavia ad uno sguardo d’insieme al vasto panorama seriale offerto dal catalogo Netflix, ricco di titoli di pregevole fattura, la serie creata da Jim Mickle e Beth Schwartz appare mancare di quel quid iconico e caratteristico che la renda memorabile e distinguibile.

Dopo aver riscosso un grande successo all’esordio, balzando anche al primo posto in classifica tra gli show Netflix più visti negli Stati Uniti e con una seconda stagione già confermata, vedremo se Sweet Tooth riuscirà a portare alla luce il suo personalissimo ingrediente segreto che a noi sembra ancora mancare.

Stefania LaVie Owen e Mia Artemis
Stefania LaVie Owen e Mia Artemis (Credits: Kirsty Griffin/Netflix)
Sweet Tooth recensione serie TV Netflix con Christian Convery e Nonso Anozie
Sweet Tooth serie TV Netflix di Jim Mickle e Beth Schwartz con Christian Convery e Nonso Anozie (Credits: Kirsty Griffin/Netflix)

Sintesi

Straordinaria avventura targata DC Comics alla ricerca del vero significato della parola "casa", impreziosita dall'interpretazione del giovanissimo Christian Convery e da una narrazione avvincente e favolistica, Sweet Tooth viene tuttavia indebolita da effetti speciali non all'altezza degli standard odierni e dalla mancanza di elementi iconici e caratteristici che la rendano memorabile e distinguibile nel panorama fantasy.

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