Venezia Day 7: ascesa e declino della pop star Natalie Portman e le colpe della Germania

Opera senza autore
Opera senza autore, il nuovo film di Florian Henckel von Donnersmarck

È nuovamente una pop star (interpretata da Natalie Portman) ad aprire la settima giornata della Mostra: per leggere la recensione in anteprima di Vox Lux, cliccate qui.

Vox Lux
Brady Corbet torna alla Mostra di Venezia con un film in Concorso, Vox Lux

L’arte torna a essere protagonista di Venezia75 nel nuovo film di Florian Henckel von Donnersmarck che, dopo l’infelice parentesi di The Tourist, guarda al suo straordinario esordio con Le vite degli altri per ritrovare se stesso. Opera senza autore è una cavalcata di più di tre ore nella Germania che passa dalla Seconda Guerra Mondiale alla giovane Repubblica Federale Tedesca. Il racconto di formazione dell’artista Kurt Barnert diventa un modo per ritornare sulle colpe della nazione e per mantenere viva la memoria. Quello di von Donnersmarck è un film fiume nel quale il contenuto tende a prevalere sulla forma ma non a discapito del risultato finale. Pur sporcato da qualche imperfezione, Opera senza autore è tanto denso di temi quanto coinvolgente a livello emotivo. (3,5 stelle su 5)

Ricordi?
Ricordi? di Valerio Mieli

Delude, invece, il nuovo film di Valerio Mieli che, a nove anni di distanza dall’esordio con Dieci inverni, torna al Lido nella sezione delle Giornate degli Autori con Ricordi?. L’idea è sempre quella di raccontare l’amore da una prospettiva insolita, questa volta dall’interno. È il punto di vista dei due personaggi il vero protagonista di un film che, nel flusso della memoria, sembra volersi rifare a Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Purtroppo, Ricordi? è confuso, ondivago, fin troppo pensato. Manca quella leggerezza di sguardo che aveva fatto di Dieci inverni una delle commedie romantiche italiane più interessanti degli ultimi dieci anni. (2 stelle su 5)

Acusada
Acusada di Gonzalo Tobal

Avevamo lasciato indietro nel Day 6, per motivi di embargo, Acusada, thriller diretto dall’argentino Gonzalo Tobal. Ispirandosi vagamente al caso di Amanda Knox, il film vuole essere una denuncia della spettacolarizzazione massmediatica del dolore e un’analisi dei meccanismi dell’omicidio. Pur interessante nella messa in scena, Acusada non va oltre alla mediocrità, limitandosi a una buona gestione della suspense e alla tendenza a non cercare risposte ma a porre quesiti. Senza infamia e senza lode. (2,5 stelle su 5)

Appuntamento a domani con il nuovo film di Paul Greengrass e gli altri in Concorso e nelle sezioni collaterali.

Sergio