Tre ciotole

Tre ciotole recensione film di Isabel Coixet con Alba Rohrwacher

Tre ciotole recensione film di Isabel Coixet con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Silvia D’amico e Galatea Bellugi

di Simone Luciani 

Tre ciotole di Isabel Coixet (Credits: Greta De Lazzaris)
Tre ciotole di Isabel Coixet (Credits: Greta De Lazzaris)

Dopo essere stata improvvisamente lasciata dal suo fidanzato Antonio, Marta scopre di essere malata terminale. Sta a lei decidere come vivere il tempo che le rimane, rafforzando legami e dando nuova luce alla sua vita.

Con Tre ciotole non ci troviamo di fronte a una storia particolarmente fresca o originale, ma è comunque un film capace di emozionare e offrire qualche sorpresa al pubblico.
Nonostante un drammatico prologo e la seriosa tematica, Tre ciotole si rivela un film positivo e ottimista, animato da una carica di vitalità che riesce a catturare lo spettatore. Una forza che si esprime in alcune sequenze memorabili e spesso commoventi, fino a uno splendido terzo atto.

Nella Marta di Alba Rohrwacher troviamo un personaggio che acquista colore, vita e profondità man mano che la storia avanza. Se nella prima metà del film può talvolta scivolare nel già visto, il suo percorso resta ben delineato e piacevole da seguire, fino a lasciare a fine visione un sincero apprezzamento per la protagonista.

L’attrice si conferma una delle più grandi e interessanti: la sua presenza, quieta ma magnetica, cattura lo spettatore e si carica con naturalezza del peso del film. Un peso che condivide però con altri interpreti di grande talento

Nell’ottimo cast secondario troviamo attori capaci di dare vita a personaggi piacevoli e incisivi, al punto da far apparire un film quasi corale. A rubare la scena è però Elio Germano, con una performance estremamente reale e genuina: alcune delle sequenze migliori sono infatti riservate al suo Antonio. Germano interpreta un uomo imperfetto, ma sempre comprensibile e profondamente umano

Ma, pur con l’ottimo cast e il genuino approccio drammaticamente ottimistico, Tre ciotole non è un film che riesce a restare sempre saldo

La sceneggiatura firmata da Isabel Coixet e Enrico Audenino si discosta dal romanzo di Michela Murgia, tradendo la struttura episodica in favore di un approccio più classico e lineare; che risulta però alquanto approssimativo e imperfetto.

Vi è infatti una chiara mancanza nella narrativa: mancano una struttura solida e una storia capace di mantenere costante il coinvolgimento. Il film alterna momenti di grande emozione ad altri di poco interesse, privando lo spettatore di un vero appiglio. Ci si ritrova spesso trascinati da una parte all’altra, senza che emerga un capolinea realmente soddisfacente

I personaggi finiscono spesso, a causa della mancata coesione narrativa, per disperdersi tra le molte storie. Attraverso gli occhi di Marta – e non solo – esploriamo vite diverse, che impariamo a conoscere e apprezzare, ma che rischiano di smarrirsi dentro una sceneggiatura spesso caotica.

Anche sotto un punto di vista tecnico, il film non riesce a portare vero stupore. Nonostante un piacevole lavoro di luci e colori, la scelta del formato 4:3 appare abbozzata e poco meditata, senza un vero e proprio motivo di essere. Le immagini mancano spesso della potenza e del calore necessario, difficilmente riescono a sfruttare lo splendido formato scelto.

Il montaggio e la colonna sonora non riescono a dare vero ritmo, e il film fatica a scorrere. Le sue due ore, forse eccessive e dispersive, finiscono per farsi sentire troppo.

Tuttavia, Tre ciotole trova piena forza nella messa in scena della regista Isabel Coixet. La sua regia si muove con eleganza tra ambienti e sequenze, dando valore cinematografico tanto al divertimento e al movimento quanto alla quiete e alla drammaticità. Coixet porta grande cinema nella semplicità, anche attraverso il solo passaggio di uno specchio o di un’ombra, infondendo vitalità a un film che racconta il suo opposto.

Tre ciotole di Isabel Coixet (Credits: Greta De Lazzaris)
Tre ciotole di Isabel Coixet (Credits: Greta De Lazzaris)

Sintesi

Il nuovo film di Isabel Coixet pecca di ritmo e originalità, muovendosi dentro una sceneggiatura spesso dispersiva. Eppure, grazie all’ottimo cast, ad alcune sequenze intense e a una forte anima, Tre ciotole riesce a soddisfare ed emozionare il pubblico.

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