Togo – Una grande amicizia recensione [Disney+ Anteprima]

Togo - Una grande amicizia recensione
Togo - Una grande amicizia di Ericson Core con Willem Dafoe e Julianne Nicholson su Disney+

Togo – Una grande amicizia recensione film di Ericson Core con Willem Dafoe, Julianne Nicholson, Christopher Heyerdahl, Richard Dormer, Adrien Dorval e Nive Nielsen

E se la storia di Balto fosse un’altra?

Tutti noi abbiamo in mente la storia di Balto, il cane lupo da slitta che prese parte ad una staffetta effettuata nell’inverno del 1925 per consegnare un vaccino alla città di Nome, in Alaska, nella quale era in corso un’epidemia di difterite, e che successivamente fu reso celebre dall’omonimo film d’animazione del 1995 diretto da Simon Wells per la Amblin Entertainment. Ma se vi dicessimo che la storia che noi tutti conosciamo, non fosse esattamente quella che ci hanno raccontato e che, accanto a Balto c’era anche un altro cane di nome Togo?

A parlarci di questa avventura è la nuova produzione Disney disponibile sulla piattaforma Disney+ e firmata da Ericson Core, noto per aver già portato sul grande schermo Point Break (2015), remake del cult del 1991 diretto da Kathryn Bigelow.

Chi erano davvero Balto e Togo?

Quello che sappiamo di Balto è la razza, un Siberian Husky, e l’anno di nascita, il 1919. Il suo proprietario, Leonhard Seppala, era un noto allevatore norvegese trasferitosi in Alaska, dove viveva con i suoi famosi cani da slitta che dominavano le competizioni del tempo. Quando scoppiò l’epidemia, il 19 gennaio 1925, Balto quindi aveva sei anni.

Julianne Nicholson e Willem Dafoe
Togo, Constance Seppala (Julianne Nicholson) e Leonhard Seppala (Willem Dafoe)
Leonhard Seppala (Willem Dafoe) in Togo
Leonhard Seppala (Willem Dafoe) in Togo

Nei giorni successivi le autorità si resero conto di ciò che stava accadendo: l’epidemia avrebbe sterminato la popolazione rapidamente poiché la scorta di antitossina, utile per curare la difterite (una malattia tossinfettiva acuta e contagiosa), era terminata. Il posto più vicino munito di un vaccino si trovava ad oltre 600 miglia di distanza tuttavia, date le particolari e proibitive condizioni atmosferiche, ogni percorso praticabile per portare i medicinali era divenuto impraticabile poiché non esisteva un collegamento ferroviario, le navi non erano in grado di attraccare e le forti raffiche di vento, unite alle tempeste, non consentivano agli aerei di sorvolare la zona in sicurezza.

L’unica soluzione rimasta per far arrivare in tempo la cura era ricorrere alle slitte trainate dai cani, comunemente utilizzate per recapitare la corrispondenza. Fu così che venne indetta la Corsa del Siero: la staffetta vide la partecipazione di ben 20 squadre di cani da slitta, che riuscirono a percorrere le 600 miglia in circa 5 giorni. Durante il viaggio la temperatura media si aggirava intorno ai -40°.

Delle oltre 600 miglia, circa 91 vennero fatte da Leonhard Seppala e dalla sua slitta, trainata dal leader Togo, che lo stesso allevatore considerava il migliore dei suoi cani. In realtà questo tratto della staffetta doveva essere lungo 150 miglia, ma per accorciare i tempi venne presa una scorciatoia su lastre di ghiaccio molto instabili, che effettivamente aiutarono di molto a ridurre il tragitto.

Ma allora perché è proprio Balto l’eroe che tutti noi ricordiamo?

In realtà, pur non essendo il migliore tra i cani di Seppala, ad essere passato alla storia ricordiamo la figura del coraggioso “metà cane e metà lupo” Balto: fu lui infatti a trainare la slitta che arrivò il 2 febbraio 1925 a Nome con le medicine che fermarono l’epidemia. Di conseguenza, a lui venne dedicata una statua commemorativa al Central Park di New York nel 1927 e, sempre per lui, venne realizzato il cartone che noi tutti oggi conosciamo. Ma, come adesso sapete, la storia è leggermente diversa.

Togo e Willem Dafoe
Togo e Willem Dafoe
Togo - Una grande amicizia recensione
Togo – Una grande amicizia di Ericson Core

Cercando di cavalcare il successo che ottenne Balto, soprattutto negli anni che seguirono la sua distribuzione (inizialmente il film non era molto conosciuto, un po’ come accadde per Il gigante di ferro di Brad Bird), Disney si appropria di una storia che non fa parte della propria tradizione (a tal proposito ci ritorna in mente Il richiamo della foresta di Chris Sanders) declinandola nella sua componente più realistica ed attinente ai fatti.

Avvalendosi della regia di Ericson Core, il colosso cinematografico americano punta sulla presenza di Willem Dafoe nel ruolo del protagonista principale Leonhard Seppala e realizza un film che, per alcuni aspetti, dedica una particolare attenzione alla resa fotografica e alla riuscita spettacolare di determinate sequenze, ma, dall’altro lato, mal descrive la componente umana presente nella storia.

Nonostante siano molti i flashback che, accanto ai guai combinati dal piccolo Togo, cercano seppur in modo poco efficace di spiegare le scelte di Leonhard, forse per la freddezza con cui vengono giustificati certi comportamenti, forse per l’eccessiva attenzione dedicata alla crescita del cucciolo, manca quell’immedesimazione che avrebbe potuto segnare la differenza dando all’opera più credibilità e coinvolgendo maggiormente il pubblico nelle vicende trattate.

Togo – Una grande amicizia si rivela un film per famiglie piacevole e poco impegnato che intrattiene ma non coinvolge, diverte ma non sorprende, anche a causa di uno scarso sviluppo dei personaggi. Vi consigliamo caldamente di recuperare Balto dallo scaffale.

Nicola