Ti uccideranno recensione film di Kirill Sokolov con Zazie Beetz, Myha’La, Heather Graham e Patricia Arquette [Anteprima]
di Gregorio Spiritosi

Tra Tarantino e Dante Alighieri, asce infuocate e classismo.
Questo è il vorticoso biglietto da visita di Ti Uccideranno, film di Kirill Sokolov, regista russo che si affaccia per la prima volta al panorama americano con una pellicola che urla citazioni da ogni poro; con un cast eccezionale tiene incollati grazie al suo ritmo frenetico senza mai farci annoiare… forse.
Asie Reaves (Zazie Beetz) e Maria Reaves (Myha’la Herrold) si ritrovano a fuggire dal padre, fino a trovarsi faccia a faccia con lui, mentre Asie gli punta contro una pistola.
Dopo uno sparo, Asie scappa ma viene arrestata, mentre Maria se ne va con il padre, ancora vivo.
Dieci anni dopo, Asie inizia a lavorare come domestica in un hotel, il Virgil, e Lilith, la proprietaria (Patricia Arquette), le mostra il funzionamento della struttura, le stanze e il ruolo che dovrà ricoprire. Tuttavia, c’è qualcosa che non torna.
Durante la prima notte, alcuni individui cercano di sedare Asie ma lei, divincolandosi, riesce a nascondersi in un armadio. Quando gli scagnozzi lo aprono, la protagonista appare con in mano un fucile a canne mozze, pronta a ucciderli.
È così che il film ci presenta la sua atipica e “killbilliana” final girl, pronta a tutto pur di portare a termine la sua missione: riportare a casa Maria.
Oltre a una forte ispirazione alla Divina Commedia, e considerata la giocosità della pellicola, è inevitabile individuare influenze provenienti dal mondo videoludico. Tra queste spicca DOOM, uno dei primi sparatutto in prima persona in 3D, celebre per la brutalità delle uccisioni: il protagonista combatte orde di demoni nel tentativo di tornare sulla Terra, facendosi strada attraverso scontri estremamente violenti.
È interessante citare anche la serie Devil May Cry, maestra nella spettacolarizzazione dei combattimenti e nel permettere al giocatore di alternare molteplici stili e armi, rendendo l’azione dinamica e sempre diversa. Infine, Final Fantasy VII, che fa della narrazione il suo punto di forza: racconta di come l’organizzazione Shinra tenti di schiacciare e sfruttare i più deboli, ergendosi a giudice e giuria dei poveri e dei bisognosi, pronti a tutto pur di sottrarsi a quella condizione.
La prima cosa che salta all’occhio di Ti Uccideranno è il cast, che comprende Zazie Beetz – insieme alle altre attrici già citate – oltre a Tom Felton e Heather Graham. Tutti offrono una prova attoriale solida, perfettamente coerente con la vena teatrale e comica del film.
La regia è iperdinamica e costruisce costantemente inquadrature interessanti: i continui movimenti di macchina non risultano mai eccessivi, ma contribuiscono anzi ad accrescere il dinamismo complessivo. Il montaggio è forse l’elemento più interessante dell’opera, poiché riesce quasi a scomparire, immergendo completamente lo spettatore nella messa in scena.
Il film non è perfetto: il vero problema risiede nella sceneggiatura, con dialoghi banali e tematiche che si esauriscono appena vengono introdotte, senza alcun rilancio significativo.
Ci sono trovate narrative interessanti, perse per dare in pasto allo spettatore il maggior numero possibile di scene di combattimento, che non approfondiscono mai alcun personaggio, sempre però con una citazione pronta per essere mostrata e riconosciuta dal pubblico, il che contribuisce a rendere il prodotto solo un bel surrogato.


