The Toxic Avenger recensione film di Marcon Blair con Peter Dinklage, Kevin Bacon, Elijah Wood, Jacob Trambley e Taylor Paige [Anteprima]

La Troma era una casa di produzione poco conosciuta al pubblico mainstream, ma che ha il merito di aver dato inizio alla carriera di James Gunn, ora sulla cresta dell’onda grazie ai Guardiani della Galassia e il suo Superman. Il suo film di punta (tanto da avere il protagonista sul proprio logo) è Il Vendicatore Tossico (1984), primo capitolo di una tetralogia diventata cult tra gli appassionati di b-movie.
Anche questa saga è stata poi selezionata per avere un reboot, pratica di per sè molto interessante (ha dato vita alla trilogia del Cavaliere Oscuro e del fortunato nuovo corso del Pianeta delle scimmie), ma ormai così abusata da essere diventata un meme per i cinefili.
Come nel film originale il protagonista è il custode e tuttofare Winston Gooze (Peter Dinklage) che, a seguito della prolungata esposizione a dei rifiuti tossici, subisce una mutazione che lo rende deforme, ma dotato di straordinarie capacità fisiche.
Tolta l’idea di base, The Toxic Avenger si prende molte libertà rispetto all’originale, alterando sia le dinamiche familiari del protagonista (che passa dal vivere con la madre a diventare un padre single) sia i suoi avversari (non più la corrotta politica cittadina, ma i capi dell’azienda che produce i prodotti chimici che causano la trasformazione).
Ciò che invece cerca di mantenere è lo spirito da film di serie b (per non dire z), caratterizzato da trucco prostetico, gag scorrette e abbondanza di sangue. Non a caso il film sarebbe dovuto uscire nel 2023, ma ha avuto difficoltà di distribuzione, risoltesi dopo ben due anni, proprio a causa di contenuti considerati eccessivamente violenti.
Lo spettacolo è indubbiamente ben fatto, dando vita a un film che riesce a sorreggersi sulle proprie gambe senza bisogno di conoscere l’opera originale (chi la conosce potrà comunque apprezzare varie citazioni) e assolutamente consapevole sia dei propri mezzi sia della propria identità.

Il punto di forza maggiore lo si trova indubbiamente nel cast, affiatato e divertito nei propri ruoli volutamente sopra le righe, soprattutto Kevin Bacon ed Elijah Wood nei ruoli dei cattivi. Il plauso maggiore va indubbiamente a Peter Dinklage, in grado di far trasparire tutta la propria gamma espressiva anche sotto il trucco.
Allo stesso tempo non tutte le gag sono riuscite allo stesso modo: alcune molto divertenti, soprattutto quelle con un’impronta metacinematografica (si pensi alla parodia delle lamentele sui gender swap dei remake/reboot), mentre altre sono già viste. In particolare le scene splatter sono abbastanza ripetitive, perdendo presto mordente.
The Toxic Avenger è un film sicuramente guardabile e che può incontrare il favore dello spettatore, ma allo stesso tempo meno incisivo rispetto a quelle che erano le sue potenzialità.


