The Sun Rises On Us recensione film di Cai Shangjun con Xin Zhilei, Zhang Songwen e Feng Shaofeng

Un film sull’amore, un melodramma. Oggi, solo a sentire queste parole, il rischio è quello di attendersi un’opera melensa o, quanto meno, prevedibile. Nella maggior parte dei casi, infatti, autori e registi faticano a trovare una soluzione — sia narrativa, formale o di messa in scena — capace di realizzare un lungometraggio che apporti qualcosa di nuovo al già affollato firmamento del genere.
Il rischio, infatti, anche di fronte a una pellicola priva di sbavature plateali, è di percepirla come qualcosa di già visto e, di conseguenza, noiosa. Esiste poi la via dell’eccellenza esecutiva: quella che consente di raccontare sentimenti e dinamiche già ampiamente esplorati, ma attraverso una tale perfezione — nella resa audio-visiva e nell’interpretazione degli attori — da soddisfare i desideri dello spettatore, facendogli dimenticare di aver già avuto a che fare con tematiche a dir poco sovrapponibili (in tal senso possiamo certamente citare La La Land).
Girare un melodramma senza annoiare? È ancora possibile
Con The Sun Rises On Us All, il regista e autore Cai Shangjun ottiene a piccole dosi tutti quegli ingredienti che poco fa abbiamo elencato nel tentativo di fornire la ricetta per un melodramma che possa ancora ritagliarsi uno spazio nel panorama cinematografico contemporaneo.
L’ultima fatica del regista cinese, infatti, può certamente vantare una raffinata componente formale, capace non soltanto di risultare gradevole, ma anche di divenire propedeutica tanto all’espressione della dimensione emotiva, quanto al disvelarsi degli inaspettati ma affascinanti risvolti politici della vicenda. Ecco poi una scrittura certosina dei personaggi, la cui profondità è sapientemente mostrata sin dalle prime inquadrature, ma le cui sfumature vanno a rivelarsi soltanto con il cadenzato e straziante svilupparsi dell’intreccio.
Xin Zhilei e Zhang Songwen scuotono il Festival
Infine, ad elevare realmente gli esiti di questo amaro melodramma, interviene la sconcertante qualità della performance dei due protagonisti, i quali danno forma ad una dimensione ulteriore sullo schermo, dove ogni espressione, ogni respiro e ogni sguardo contengono il potenziale per squarciare quel massiccio velo che da subito sembra celare un tragico passato.
Impossibile non soffermarsi in particolare sull’interpretazione di Xin Zhilei, il cui sconfinato talento dona al proprio personaggio un ventaglio emotivo a dir poco vasto, senza mai scadere neanche lontanamente nel fastidioso fenomeno dell’over acting.

