Teho Teardo Plays Twin Peaks and Other Infinitives il nuovo album di Teho Teardo – Sezione Concerto al buio al MAXXI
Teho Teardo, al secolo Mauro Teardo, è uno dei più apprezzati compositori italiani contemporanei.
Molto attivo anche nella realizzazione di colonne sonore per il cinema, ha vinto il David di Donatello per Il Divo di Paolo Sorrentino, sua seconda collaborazione con il regista dopo L’amico di famiglia. Ha lavorato inoltre a Denti di Gabriele Salvatores, Il passato è una terra straniera e Diaz di Daniele Vicari, e a Palazzina Laf, diretto e interpretato da Michele Riondino.
Teardo ha pubblicato numerosi album sin dal 1985 e, più recentemente, ha avviato una significativa collaborazione con Elio Germano, che ha dato vita a originali reading tratti dal Paradiso di Dante, dal Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline, da Il sogno di una cosa di Pasolini e dagli scritti di Gino Strada
Introdotta dal filosofo contemporaneo Paolo Pecere, il 29 ottobre si è svolta al MAXXI di Roma la presentazione – nel format del concerto al buio – del suo nuovo album, Twin Peaks and Other Infinitives.
In questo lavoro, suggestioni sonore ispirate alla serie-capolavoro di David Lynch e Mark Frost e con la colonna sonora di Antonio Badalamenti, si mescolano con registrazioni ambientali notturne realizzate da Teardo nei boschi al confine tra Italia e Slovenia: pattern ritmici, versi di uccelli, ululati distanti, il suono del vento tra le foglie e frammenti di inquinamento acustico artificiale.
Sin dal suo epocale episodio pilota, trasmesso dalla ABC nel 1990, Twin Peaks tributava una grande attenzione alla dimensione musicale e sonora, sia diegetica che non. “The owls are not what they sheem” (I gufi non sono quello che sembrano) è una delle battute chiave della serie, in cui la bellezza naturale di foreste e cascate sembra inghiottire l’immaginaria cittadina di Twin Peaks, collocata da Lynch e Frost nella zona nord-est dello stato di Washington, vicino al confine del Canada.
Twin Peaks and Other Infinitives si compone così di un’eccezionale armonia tra note, percussioni e suoni naturali, interrotta occasionalmente da sentenze e mantra come il chiasmo “silence and love are the only transatable languages / Silence and love are the only transatable languages” (“Il silenzio e l’amore sono gli unici linguaggi traducibili/Il silenzio e l’amore sono gli unici linguaggi intraducibili”).
Se Pecere, nella sua introduzione, ha richiamato i viaggi iniziatici e stregoneschi dei benandanti friulani raccontati da Carlo Ginzburg a partire dagli atti giudiziari dell’Inquisizione cattolica che li perseguitò, l’album sperimentale di Teho Teardo sembra puntare a un vero e proprio animismo sonoro.
L’omaggio al pluricomposito immaginario musicale lynchiano si fa particolarmente forte nel finale, con la reinterpretazione di Teardo di Falling, brano originariamente cantato da Julee Cruise su un testo di David Lynch e musiche di Angelo Badalamenti, che trasponeva in chiave dream pop il main theme della serie, qui cantata dalla voce di un bambino.
Il risultato dell’azzardo di Teardo, perlomeno nella versione messa in scena al MAXXI, è qualcosa di indefinibile, a cavallo tra musica, avanguardia, performance, cinema e serialità.
Teho Teardo Plays Twin Peaks and Other Infinitives è allora una cavalcata in una sorta di inconscio naturale, animale e vegetale che rappresenta un’esperienza unica nel suo genere – molto à la Lynch.

