Scary Movie 6 recensione film di Michael Tiddes con Marlon Wayans, Shawn Wayans, Anna Faris e Regina Hall

Scary Movie torna dopo numerosi anni con un nuovo capitolo, e tornano anche i creatori originali del brand… ovvero i fratelli Wayans.
I due fratelli hanno curato il primo e il secondo film, dove si parodiavano film horror come Scream, So cos’hai fatto e L’Esorcista. Ovviamente c’erano anche stoccate a pellicole molto popolari in quel momento storico e considerate cult come Matrix e I Soliti Sospetti; dimostrando l’amore per il cinema e la consapevolezza di chi ha creato il brand.
I Wayans sono tornati e in campagna marketing ci hanno veramente tenuto a far sapere che del politicamente corretto se ne sono fregati. Veniamo da anni di maggiore attenzione a certi temi, anche se sarebbe esagerato dire che abbiamo vissuto negli anni ’50. Il genere demenziale e parodistico è scomparso per molto tempo, ma non si può attribuire tutta la colpa al politicamente corretto. È stata la saturazione del genere a decretarne la fine del prodotto, e Scary Movie non è da meno. Il quinto capitolo se lo ricordano in pochi a quanto pare. Ora però, con il ritorno della saga de La Pallottola Spuntata e di Balle Spaziali, Scary Movie non vuole essere da meno. Ma questo ritorno è stato all’altezza delle aspettative?
Bisogna riconoscere che la loro comicità funziona. Se i primi due film sono considerati dei cult, un motivo ci sarà, ed è inutile ridurre il discorso a una questione puramente soggettiva. Hanno funzionato in passato, ed è innegabile. Ma questo non garantisce automaticamente il successo del nuovo film. La voglia di strafare era tanta e il rischio di spingere tutto oltre il limite era concreto, tanto da poter mandare all’aria l’intero progetto. E, in parte, è proprio quello che è successo. Perché, se da un lato è piacevole ritrovare un certo tipo di comicità, dall’altro esistono regole e tempi comici che, se ignorati, rischiano di compromettere tutto il lavoro svolto.

I due fratelli costruiscono una serie di parodie e omaggi a film usciti negli ultimi anni che hanno fatto molto discutere, soprattutto in ambito horror: da Weapons agli ultimi Scream, passando per I Peccatori, Halloween, Final Destination, Longlegs e Smile, fino ad arrivare anche a titoli ormai cult come John Wick. Purtroppo, questi omaggi – per quanto graditi – finiscono spesso per perdersi, schiacciati da gag troppo dilatate.
All’inizio lo spettatore ride della prima battuta, ma quando questa viene ripetuta per minuti subentra più l’insofferenza che il divertimento, con la voglia di andare avanti più che di proseguire la scena. Perciò si sorride, si sogghigna, ma le risate vere e proprie arrivano con difficoltà.
Gli Scary Movie non hanno mai avuto trame particolarmente complesse, ma una struttura narrativa semplice sì: un caso da risolvere, alcuni indizi lungo il percorso e una progressione, per quanto basilare. Qui, invece, manca anche quello.
Il film si riduce a una compilation di gag senza costrutto e a volte estranee alla trama e facenti parte gli stessi attori del film. Per questo l pubblico fatica a “crederci”.
In sostanza si percepisce l’amore per la saga, ma non la cura per voler tornare con i fuochi d’artificio. Solo tanta voglia di dire tante parolacce e parole proibite.
Il terzo atto riprende un po’ le fila e dimostra tanta meta narrazione e cuore. Ma in fondo a tutto questo si percepisce anche un messaggio di fondo non tanto positivo e anzi, insultante verso le nuove generazioni e chi è venuto dopo i due fratelli.
Le interpretazioni degli attori sono figlie della saga, ma è triste vederli, alla loro età, fare e dire cose non degne. Soprattutto catch phrase cult che avevano senso all’epoca, ma ora no. Ci sono sequenze potenzialmente geniali, ma si decide di protrarle all’infinito, oppure di escluderle dalla trama del film. Esempio su tutti la parodia di Longlegs.


