Cannes 72: Parasite di Bong Joon-ho recensione e podcast

Parasite di Bong Joon-ho
Yeo-Jeong Cho and Sun-kyun Lee

Arriva il momento in cui, durante un festival, l’organizzazione decide di liberare gli spettatori dall’ondata di drammi, lacrime e sangue cui hanno assistito fin lì. Cortesia, vera o presunta, non richiesta.

Ma tant’è… A Cannes 2019, ricopre abbastanza bene il ruolo cuscinetto Parasite del sudcoreano Bong Joon-ho (il papà di Okja della polemica che, prodotto da Netflix, due anni fa qui era in concorso, “radiato” anzitempo da Almodovar Presidente di Giuria).

PARASITE: RECENSIONE PODCAST

È una lunga (oltre due ore) commedia, di lotta sociale e poi solo di lotta. Somiglia al recente, bellissimo Noi di Jordan Peele.

Una spiantatissima famiglia, in scombinata sopravvivenza al piano -1 della strada e della vita, cerca e trova lavoro in una famiglia super ricca, con villone gioiello che è personaggio lui stesso. Affidano la loro sopraggiunta buona sorte a una pietra (forse) magica.

Parasite di Bong Joon-ho
Woo-sik Choi e Jeong-eun Lee

Bene orchestrato di gran ritmo, girato con gusto, interpretato a meraviglia, sparge sorprese di continuo. Ma nessuna tale da sussurrare al sesto senso. La sensazione è che Parasite abiti la Sezione sbagliata del Festival. Non fosse stato in concorso per la Palma, forse, al suo gradimento avrebbe giovato.

Federico