Midnight Swan

Midnight Swan recensione film di Eiji Uchida con Tsuyoshi Kusanagi [FEFF 23]

Midnight Swan recensione film di Uchida Eiji con Kusanagi Tsuyoshi, Hattori Misaki, Mizukawa Asami, Matobu Sei e Ueno Rinka

Eiji Uchida dirige Midnight Swan, drammatica e toccante storia con protagoniste Nagisa (Tsuyoshi Kusanagi), donna transgender che lavora in un locale notturno come ballerina e Ichika (Kisaki Hattori), adolescente silenziosa, figlia di Saori (Asami Mizukawa), una cugina alcolizzata di Nagisa e affidata a quest’ultima perché se ne prenda cura. Ad accomunare entrambe l’amore per la danza e la sensazione di non appartenere a nessun posto. Il film è stato rilasciato nelle sale giapponesi nel settembre 2020 e ora è presentato in concorso alla 23esima edizione del Far East Film Festival.

Nagisa e Ichika

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Al centro di Midnight Swan c’è un rapporto tra due donne, Nagisa e Ichika, appartenenti a due mondi diversi, ma accomunate da un dolore profondo. Nagisa ha nascosto alla sua famiglia la sua vera natura, preferendo trasferirsi a Shinjuku, Tokyo, per poter vivere liberamente la sua vita. Le numerose difficoltà a cui è andata incontro, in quanto donna trans, l’hanno spinta a diventare una donna scorbutica e diffidente, ma in realtà dotata di grande generosità verso le persone che ama. Nagisa non ha, all’apparenza, alcun senso materno e l’arrivo di Ichika non è per nulla ben accolto. Tsuyoshi Kusanagi riesce a dare un’interpretazione realistica e convincente di Nagisa, mettendone in luce pregi e difetti, comprese quelle piccole fissazioni (come attorcigliarsi una ciocca di capelli intorno al dito) che la rendono molto reale. Come sottolineato da Eiji Uchida stesso, non è semplice portare sullo schermo un personaggio trans che non risenti di una rappresentazione stereotipata e ultra femminile, eppure, Kusanagi ci riesce.

Hattori Misaki
Hattori Misaki

Kusanagi Tsuyoshi
Kusanagi Tsuyoshi

Al suo fianco l’esordiente Hattori, ballerina talentuosa – le molte performance di danza sono interpretate da lei – che dà vita all’adolescente Ichika. La ragazza è una presenza silenziosa nel film, avendo trascorso tutta la vita con una madre alcolizzata e incapace di prendersi cura di lei. L’incontro con Nagisa sembra peggiorare le cose e sarà solo l’amore per il balletto, sostenuto dalla compassionevole insegnante Mika (Sei Matobu), che permetterà a Ichika di fiorire. Il balletto sarà anche il ponte per congiungere la ragazza con Nagisa che, per la prima volta, sentirà dentro di sé la speranza di poter essere una madre per la ragazza. In tal modo, anche il piccolo appartamento che le due condividono inizierà a somigliare sempre di più a una vera casa.

Infine, è da menzionare l’evoluzione di Ichika: le spalle incurvate, lo sguardo assente e l’assenza di comunicazione spariranno pian piano, fino a mostrare, nelle ultime sequenze, ambientate nel futuro, una giovane donna sicura di sé e del suo talento di ballerina.

Kusanagi Tsuyoshi e Hattori Misaki
Kusanagi Tsuyoshi e Hattori Misaki

Midnight Swan: alcune problematiche nella rappresentazione della comunità trans

Come riportato in alcune interviste, il regista Uchida si è documentato approfonditamente sulle condizioni della comunità transgender prima di dedicarsi al film, a cui ha dedicato cinque anni di lavoro. Uchida ha intervistato una ventina di donne trans e le loro storie sono confluite nella storyline di Nagisa, interpretata da un attore cisgender, Tsuyoshi Kusanagi, noto membro del gruppo idol SMAP. La scelta di non affidare a una donna trans il ruolo di Nagisa è stata fortemente criticata, poiché avrebbe rappresentato un’occasione importante per dare visibilità a chi, ancora oggi, è costretto a nascondersi. In Giappone, infatti, nonostante le opportunità lavorative e i riconoscimenti legali siano migliorati per le persone transgender, in realtà la comunità trans è ancora fortemente oggetto di discriminazione e violenza. La legge giapponese ancora oggi vieta a coloro che hanno meno di 20 anni, o sono sposati o hanno figli di intraprendere un percorso di riaffermazione del genere. Per coloro a cui è possibile, bisogna sottoporsi prima a una perizia psicologica in cui viene riconosciuto loro un disordine dell’identità di genere e che come passo successivo prevede la sterilizzazione, una procedura costosa e pericolosa. Per coloro che decidono di non sottoporsi ad alcun intervento chirurgico non è possibile ottenere un riconoscimento legale della propria identità di genere.

Midnight Swan recensione film di Uchida Eiji con Kusanagi Tsuyoshi
Hattori Misaki e Kusanagi Tsuyoshi

Così, nel film osserviamo Nagisa lavorare in un locale notturno ed esibirsi con altre colleghe per spettacoli amatoriali di danza. Le difficoltà lavorative e l’assenza di certezze legali senza un’operazione chirurgica prima, tuttavia, potevano spingere le donne trans a prostituirsi, come avviene per Mizuki, amica di Nagisa, nel corso del film. Anche le condizioni di vita non erano spesso delle migliori e non era insolito che le donne trans fossero costrette a vivere in case minuscole e con condizioni igieniche pessime. Uchida racconta con lucida chiarezza questi aspetti della vita di Nagisa, così come la diffidenza e gli sguardi persistenti che la seguono. Il regista cerca di raccontare una storia complessa e lo fa con estrema delicatezza, senza alcun intento pietistico. Eppure, è evidente che il suo film è diretto a un pubblico di persone cisgender, per dar modo loro di aprire gli occhi sulle condizioni difficili a cui la comunità trans giapponese ancora oggi è costretta a sottostare. Alcune scene, come le sedute di iniezioni a cui Nagisa si sottopone settimanalmente o la ripresa dell’operazione a cui si sottopone alla fine, è innegabile che siano estremamente forti e potenzialmente triggeranti per un individuo non cis.

Nonostante questi aspetti, Midnight Swan è una pellicola estremamente ben riuscita, capace di calibrare con grazia i momenti più drammatici ed emotivi e porta sullo schermo una coppia di interpreti coesi e di talento, in grado di interpretare al meglio ruoli complessi e sfaccettati e di emozionare lo spettatore.

Sintesi

Midnight Swan è una pellicola estremamente ben riuscita, capace di calibrare con grazia dramma ed emozioni e di mettere in luce le problematiche della comunità trans giapponese. Uchida Eiji porta sullo schermo una coppia di interpreti coesi e di talento, in grado di rappresentare al meglio ruoli complessi e sfaccettati e di emozionare lo spettatore.

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