Keeper

Keeper recensione film di Osgood Perkins [Anteprima]

Keeper recensione film di Osgood Perkins con Tatiana Maslany, Rossif Sutherland, Birkett Turton e Eden Weiss [Anteprima]

Keeper di Osgood Perkins (Credits: NEON)
Keeper di Osgood Perkins (Credits: NEON)

Osgood Perkins regista, sceneggiatore e attore statunitense è arrivato al grande pubblico con Longlegs, uno dei migliori film horror del 2024.

Il pubblico aveva apprezzato non solo il realismo che si intrecciava al soprannaturale, e l’ovvia bravura degli attori, ma soprattutto l’attenzione per il reparto tecnico. Inquadrature precise, pensate per esaltare una architettura opprimente.

Anche in  Keeper, l’architettura è protagonista. Una baita, una casa nei boschi, lontana dall’immaginario solito delle case stregate dei film del novecento. Una modernissima struttura in legno chiaro, vetro, piante  e sanitari scuri. Una ricchezza che sembra lontana da ogni spaventoso scricchiolio, ma che anzi trasmette calma. 

Forse è questo che avrà pensato il personaggio di Liz (Tatiana Maslany) quando decide di passare un weekend con il suo fidanzato Malcom Westbridge (Rossif Sutherland). Liz non è la classica protagonista di un horror: non si fida, non è ingenua, non è bidimensionale. Come lo stesso Malcom le dice più volte: non è come le altre ragazze. Perchè come sono le altre ragazze? Qual è questo stampo che determina le caratteristiche peculiari e, a quanto pare, uguali per ogni ragazza che Malcom ha conosciuto?

Liz ha imparato a non fidarsi degli uomini. Ognuno nasconde qualcosa: una famiglia segreta, una dipendenza, un carattere orribile. Lui, Malcom, sembra un tipo a posto: un dottore, ricco, premuroso che non solo le vuole bene, ma che la supporta nel lavoro.

Ha un solo difetto: un cugino apertamente misogino, Darren (Birkett Turton). Il weekend nella baita le farà scoprire tante cose: di lei, della sua amica, della baita, di Malcom.

Keeper di Osgood Perkins (Credits: NEON)
Keeper di Osgood Perkins (Credits: NEON)

In Keeper Perkins, grazie anche alla  sceneggiatura di Nick Lepard, riesce a essere perfettamente realistico e assurdo, superando il semplice sogno lucido  che pervade il cinema horror, ma rendendo l’intero film sospeso. Reale, non reale, fantasmi, essere sempiterni e pura e semplice misoginia. Cosa fa più paura?

Il suono è pulitissimo, sentiamo ogni respiro degli attori, ogni singulto e i dubbi di Liz emergono dal rinnovato incontro con Darren che presenta le sue conquiste come zucche vuote, come bambole che porta in giro senza personalità: una vale l’altra. Ma non Liz: lei è l’eletta, the Keeper. La incontra una sola volta, ma quella ragazza è sempre nelle sue visioni.

Nel delirio in cui la protagonista cade, frutto di una torta avvelenata con ingredienti non chiari, la protagonista capisce che lì non è al sicuro. Queste figure sono sempre più presenti nelle sue visioni e sono tutte donne, anche se Malcom sminuirà questo dato definendoli: esseri. Invece Liz le vede, tutte. Non sono esseri, sono donne, non sono senza viso, ma hanno tutte una storia e un dolore tutto personale che lei, solo lei, riesce a vedere. E anche noi pubblico.

Il film, infatti, inizia con un lungo sguardo soggettivo in cui osserviamo varie donne, di culture, estrazioni, epoche diverse. Ognuna ha sentimenti ben diversi per l’uomo che le guarda, ognuna, tuttavia, farà la stessa fine.

In un genere in cui il sesso femminile è visto attraverso schematiche caratteristiche, Keeper sembra chiedersi: l’omogeneità non sta negli occhi di chi le guarda e di chi le uccide? Allora, forse, bisognerebbe cambiare prospettiva, come fa egregiamente questo film, imparare a farsi domande e rendere un horror uno spazio di riflessione e di metafore.

Keeper di Osgood Perkins (Credits: NEON)
Keeper di Osgood Perkins (Credits: NEON)

Sintesi

Un horror elegante e perturbante in cui Osgood Perkins usa il soprannaturale per riflettere su misoginia, percezione e identità femminile. Un film sospeso tra realismo e visione che trasforma la paura in metafora.

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