Jurassic World – La Rinascita recensione film di Gareth Edwards con Scarlett Johansson, Mahershala Ali e Jonathan Bailey
di Giorgio Maria Aloi

Cinque anni dopo gli eventi di Jurassic World – Il Dominio, l’ecologia terrestre si è rivelata in gran parte inospitale per i dinosauri. I pochi superstiti vivono in ambienti equatoriali isolati, simili ai climi in cui un tempo prosperavano. Tre delle creature più imponenti di questa biosfera tropicale custodiscono la chiave per un farmaco rivoluzionario, capace di salvare milioni di vite. Un gruppo di agenti specializzati viene inviato in una struttura di ricerca per recuperare il prezioso DNA. Ma mentre la missione si fa sempre più pericolosa, scoprono un segreto oscuro rimasto nascosto al mondo per decenni.
Quando si parla di Jurassic Park, non si compie un salto indietro nel tempo verso l’era dei dinosauri, come si potrebbe pensare, ma si torna agli inizi della storia del franchise: alla pubblicazione del romanzo di Michael Crichton e all’uscita del primo film diretto da Steven Spielberg nel 1993.
Chi, da bambino, non è rimasto affascinato — o persino spaventato — alla vista dei dinosauri sullo schermo? Chi non ha avuto un dinosauro preferito, desiderando un pupazzo da stringere? O non ha lasciato correre la fantasia sfogliando un libro di scienze a scuola? È difficile trovare qualcuno che non abbia sognato. Il merito è della magia del cinema e del tocco unico di Spielberg, capace di trasmettere la sua immaginazione a gli altri bambini… e ai fanciulli nascosti negli adulti.
La saga di Jurassic Park affronta importanti temi etici legati alla clonazione e all’ingegneria genetica, mettendo in luce le conseguenze del riportare in vita i dinosauri. Solleva interrogativi su chi abbia il diritto di “giocare a fare Dio” e sulle ripercussioni delle nostre scelte, evidenziando i pericoli del controllo eccessivo sulla natura e i rischi connessi alla manipolazione del DNA. Rappresenta anche una critica sociale nei confronti di una scienza piegata a fini commerciali, mostrando come il profitto possa portare a situazioni catastrofiche. Inoltre, esplora la difficile convivenza tra uomo e dinosauri, simbolo di una natura selvaggia che torna a reclamare il proprio spazio. Attraverso questo scontro, riflette sui costi umani ed ecologici del progresso tecnologico, suggerendo che l’innovazione non porta sempre benefici.
C’è anche spazio per riflessioni politiche e culturali, in un continuo dialogo tra passato, presente e futuro. Tuttavia, Jurassic Park è anche puro intrattenimento, e riesce a esserlo alla perfezione. Il film ha rivoluzionato il cinema grazie alla visione di Spielberg e al talento del suo team, dando vita a un franchise entrato nell’immaginario collettivo — e oggi pronto a una nuova rinascita.

La parola “rinascita” nel titolo non è casuale. Jurassic World: La Rinascita non è semplicemente il seguito di Jurassic World: Il Dominio (2022), ma rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo narrativo, con personaggi inediti e una trama che porta la saga in una direzione completamente nuova. Non tutti i capitoli del franchise sono stati memorabili, ma questo nuovo film si distingue nettamente, risultando superiore agli ultimi due episodi di Jurassic World. Inoltre, non è necessario aver visto i precedenti per godersi appieno questa nuova avventura.
Può essere visto sia da chi segue la saga fin dagli inizi, grazie all’effetto nostalgia (forse anche eccessivo) e ai numerosi riferimenti al passato, sia da chi si avvicina per la prima volta alla saga, senza sentirsi spaesato. Il film segna un vero e proprio ritorno alle origini, privilegiando l’avventura in un luogo misterioso dove dinosauri e umani coesistono. In questo contesto ostile, entrambi sono costretti a cercare nuovi modi per sopravvivere e adattarsi. In poche parole: “si ritorna dove si è stati bene”.
Jurassic World: La Rinascita riporta la saga alle sue origini, sia nella trama che nello spirito, cercando di ricreare quel senso di meraviglia e pericolo che caratterizzava il film originale.
La spettacolarità durante la visione, la continua adrenalina e l’elemento fantascientifico sono tutti richiami al film originale, anche se quello resta una spanna sopra.
La nuova trama intreccia azione, avventura e fantascienza, bilanciando effetti speciali e narrazione, anche se emerge uno sbilanciamento tra passato e presente. La nostalgia è predominante e fatica a trovare un compromesso con l’innovazione. Se il DNA dei dinosauri si è fuso con quello di altre specie, dando vita a ibridi ben realizzati con la CGI, lo stesso non si può dire per il tentativo di combinare nostalgia e novità, che non riesce del tutto.
Fa provare sensazioni simili al passato e coinvolge dall’inizio alla fine, ma non aggiunge nulla di realmente nuovo all’universo narrativo, lasciando talvolta una sensazione di déjà-vu. Non è necessariamente un difetto: i nostalgici lo accetteranno volentieri. Ma con un po’ più di audacia e spazio per la novità, il risultato avrebbe potuto superare quello che, comunque, non è negativo.
Se si vuole parlare di elementi nuovi, questi si trovano nei personaggi — interpretati da attori di un certo livello come Scarlett Johansson o Mahershala Ali — e nella regia. Per il resto, tutto appare simile o quasi identico.
La mancanza di voglia di superare i limiti sembra il risultato di una scrittura non eccelsa da parte di David Koepp. O forse è più un voler restare nella zona di comfort, riproponendo la stessa formula. Sarebbe bastato aggiungere un pizzico di novità per ottenere un risultato ancora migliore. Se la scrittura non ha brillato, la regia ha comunque compensato con scene action coinvolgenti.
Nonostante qualche difetto tecnico, Jurassic World – La Rinascita è un blockbuster da non perdere al cinema. Per chi è cresciuto con questa saga, sarà un piacere rivedere scene familiari (e avrà la pelle d’oca già solo ascoltando la colonna sonora di Alexandre Desplat).
Forse riuscirà anche a conquistare qualche nuovo fan, ma chi si aspetta vere novità rischia di restare deluso.


