Io sono nessuno 2 recensione film di Timo Tjahjanto con Bob Odenkirk, Connie Nielsen e Gage Munroe [Anteprima]

Nato un po’ sulla scia del successo di John Wick, nel 2021 Io sono nessuno aveva portato per la prima volta sugli schermi il personaggio di Hutch Mansell, interpretato da Bob Odenkirk, un ex revisore della CIA e della FBI che, dopo anni passati in un basso profilo per vivere serenamente con la sua famiglia, improvvisamente ritrova la vecchia grinta e la sete di violenza dopo un incontro con un clan della mafia russa. A fronte del buon successo della pellicola, è stato rapidamente messo in cantiere il sequel Io sono nessuno 2, per la regia di Timo Tjahjanto.
Io sono nessuno 2 emerge come un divertente action estivo: niente di rivoluzionario, ma efficace nel proprio intento. La trama non si sforza di reinventare le regole del genere — al contrario, le segue con sicurezza, offrendo un’ambientazione convincente che invita a staccare la spina e godersi lo spettacolo. Il character arc principale resta prevedibile, ma sorride di consapevolezza verso il pubblico che cerca adrenalina senza troppe complicazioni. A brillare è inevitabilmente Bob Odenkirk, già celebre per il suo iconico ruolo di Saul Goodman in Breaking Bad e Better Call Saul.

Anche in questo sequel il personaggio di Hutch Mansell si conferma un anti-eroe d’azione credibile: Odenkirk mantiene quel carisma arguto e magnetico, ma aggiunge un lato più ruvido e carico di tensione. Anche se non abbandona del tutto la vena umoristica che lo ha reso celebre, riesce a essere sorprendentemente efficace nei momenti più adrenalinici, rendendo il suo protagonista un outsider affascinante con cui identificarsi, incapace di rimuovere le sue pulsioni violente e di lasciarsi alle spalle il suo passato da agente segreto.
La villain Lendina, interpretata da Sharon Stone, è un’aggiunta pregna di stile. Con la sua presenza glaciale e autoritaria, la Stone riesce a far emergere un antagonista degno, capace di mettere in difficoltà il nostro protagonista con eleganza e determinazione. L’attrice restituisce tutta la sua caratura, elevando i momenti più tesi con poche ma incisive battute. A completare il cast, spicca la presenza di un rincuorante Christopher Lloyd, celebre per il suo ruolo di Doc in Ritorno al futuro, qui nei panni del padre del protagonista, redivivo e godibile. Il suo ruolo, pur non decisivo, aggiunge quel pizzico di dolceamara ironia che compensa la prevedibilità delle svolte narrative.



