Il padre dell'anno

Il padre dell’anno recensione film di Hallie Meyers-Shyer con Michael Keaton

Un rifugio imperfetto di affetti e una Los Angeles come metafora: la nostra recensione in anteprima di Il padre dell’anno

Il padre dell’anno recensione film di Hallie Meyers-Shyer con Michael Keaton, Mila Kunis e Andie MacDowell [Anteprima]

di Francesca Viridiana Bastoni

Il padre dell'anno (Credits C2 Motion Pictures Group / Adler Entertainment)
Il padre dell’anno (Credits C2 Motion Pictures Group / Adler Entertainment)

“Ho un meraviglioso rifugio che è la mia famiglia.”

Mai come nel film Il padre dell’anno, questa definizione trova un’eco così autentica e disarmante. La commedia agrodolce diretta da Hallie Meyers-Shyer racconta con grazia e malinconia la parabola di un uomo che, nel momento più fragile della sua esistenza, è costretto a ridefinire sé stesso nel ruolo più complesso di tutti: quello di padre.

MICHAEL KEATON: RITRATTO DI UN PADRE IMPERFETTO

Protagonista assoluto è Michael Keaton, qui in una delle sue interpretazioni più intense e misurate degli ultimi anni. È lui a dare volto e voce ad Andy Goodrich, mercante d’arte sulla soglia del fallimento affettivo e professionale, che si ritrova a occuparsi dei suoi due gemelli dopo che la giovane moglie entra in un programma di riabilitazione.

Keaton — anche produttore esecutivo del film — restituisce al personaggio una gamma di sfumature emotive che vanno dalla tenerezza frustrata all’ironia dolente, rendendo credibile e profondamente umano un uomo schiacciato dai propri errori ma ancora capace di cercare una via.

Al suo fianco, un cast affiatato e credibile. Mila Kunis, ormai consacrata al genere della commedia, offre una prova matura e sfaccettata ed Andie MacDowell, figura iconica e intensa, interpreta una presenza femminile malinconica e lucida. Completano il quadro Carmen Ejogo e Kevin Pollak, ognuno con il proprio piccolo contributo a una partitura corale di sentimenti imperfetti.

La sceneggiatura — sobria ma efficace — e la fotografia raccontano una Los Angeles caotica e dispersiva, che diventa lo specchio fisico e simbolico della condizione interiore di Andy: un uomo disorientato, chiuso in sé stesso, alle prese con il naufragio di un secondo matrimonio e la perdita della sua amata galleria d’arte.

Ed è proprio in questo momento di sospensione, quando tutto sembra perduto, che inizia, inaspettatamente, il percorso verso una possibile ricostruzione.

Il padre dell'anno (Credits: Adler Entertainment)
Il padre dell’anno (Credits: Adler Entertainment)

Il padre dell’anno è anche e soprattutto il racconto di una cosmogonia familiare in continuo divenire: un sistema affettivo imperfetto, mai statico, fatto di rotture, riavvicinamenti e nuove configurazioni emotive.

La famiglia qui non è un’istituzione idealizzata, ma un organismo fragile, aperto alle trasformazioni, spesso incapace di riparare il passato, ma forse ancora in grado di inventare un futuro. È questa la lezione più dura e autentica che Andy dovrà imparare: amare nonostante tutto, e soprattutto nonostante se stesso.

Hallie Meyers-Shyer è figlia di due icone della commedia romantica americana: Nancy Meyers (Tutto può succedere, L’amore non va in vacanza) e Charles Shyer (Il padre della sposa). Con questo film, alla sua seconda regia, si conferma erede di una tradizione hollywoodiana attenta ai sentimenti, ma con una voce propria, capace di sfumature malinconiche e sguardi disillusi sulla contemporaneità affettiva.

Il finale, in linea con il tono agrodolce dell’intero script, lascia una domanda sospesa: la nascita della figlia di Grace e il nuovo status di nonno aprono per Andy uno scenario inedito e forse rigenerante. Ma sarà davvero capace di cogliere questa nuova opportunità?

Meyers-Shyer non dà risposte facili, suggerendo che il cambiamento — come l’amore — non è mai un traguardo definitivo, ma un esercizio quotidiano, fragile, imperfetto, vero.

Il padre dell'anno (Credits: C2 Adler Entertainment)
Il padre dell’anno (Credits: C2 Adler Entertainment)

Sintesi

Il padre dell’anno racconta una famiglia imperfetta e fragile, fatta di rotture e riavvicinamenti, dove amare è un continuo esercizio di cambiamento e speranza.

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