I Roses recensione film di Jay Roach con Olivia Colman, Benedict Cumberbatch, Andy Samberg, Kate McKinnon e Allison Janney [Anteprima]

Il regista Jay Roach sceglie la via della commedia e si regala un cast brillante, tutto all’inglese — Benedict Cumberbatch e Olivia Colman — per il nuovo adattamento del film del 1989 La guerra dei Roses.
Il film racconta la storia di Ivy e Theo, una coppia che decide di cambiare vita trasferendosi dall’Inghilterra alla California. La loro nuova vita sembra procedere per il meglio e tutto sembra perfetto: un matrimonio ricco d’amore e figli in piena armonia. Ma quando la carriera di Theo subisce un tracollo e, al contrario, quella di Ivy prende una svolta inaspettata, si scatena una bufera. Il ribaltamento dei ruoli porta a galla antichi risentimenti.
Ci si chiede spesso quale sia oggi il compito di un remake, in un’epoca segnata da continue rivisitazioni di cult del passato. Nel rispondere a questa domanda, I Roses ci viene incontro, offrendo uno degli esempi più riusciti degli ultimi anni. Il soggetto originale diventa qui un pretesto per spostare l’attenzione su temi di scottante attualità, dimostrando come il cinema mantenga sempre nuove possibilità espressive.
I Roses conserva il tono della commedia più dissacrante e cinica, senza rinunciare a momenti di humor nero. Dietro i raffinati meccanismi del genere si nascondono riflessioni stratificate, che in film d’autore, sulla carta più seri e impegnati, vengono talvolta liquidate con superficialità.
Il film, infatti, offre una minuziosa disamina dei nostri tempi, affrontando temi spinosi come l’intelligenza artificiale e l’uso dei social, e le conseguenze che ne derivano. Un coraggio che è un valore aggiunto, vista la scarsa propensione dei remake a cimentarsi in nuove interpretazioni, preferendo adagiarsi su formule già collaudate. Una storia che dimostra ancora una volta l’enorme potenzialità della commedia, genere troppo spesso sottovalutato.
La sceneggiatura di Tony McNamara, già autore di Povere Creature, racconta una storia in cui i ruoli si ribaltano improvvisamente: una donna nel pieno della carriera ed un uomo barricato tra le mura domestiche. Tra diverse gag esilaranti, il film racconta i nuovi equilibri di una famiglia contemporanea, divisa tra le ambizioni personali e dinamiche lavorative che incidono sulla stabilità familiare.

Punto di forza è la regia di Jay Roach, in grado di seguire costantemente la storia in una frenetica danza di primi piani, dove anche il montaggio diventa protagonista, mantenendo sempre alto il ritmo e costruendo un climax costante
In questo diventano fondamentali i due protagonisti, Colman e Cumberbatch. I due confermano il loro talento cristallino, prestandosi ad un’opera di primi piani, in cui gli sguardi ed espressioni diventano fondamentali ai fini narrativi. Tuttavia, la bravura dei protagonisti non è sempre sostenuta dal resto del cast, totalmente fuori ruolo. I personaggi secondari sono trattati frettolosamente, finendo per indebolire il quadro complessivo, che in alcuni passaggi risente di qualche forzatura.
Si tratta comunque di una piccola nota dolente in un film che regala 105 minuti di puro divertimento, senza rinunciare ad importanti riflessioni sociali.


