Hotel costiera recensione serie tv con Jesse Williams, Maria Chiara Giannetta, Jordan Alexandra e Jean-Hugues Anglade [Amazon Prime video]

Hotel Costiera, disponibile su Amazon Prime Video dal 24 settembre, fin dall’inizio pone premesse ambiziose: riunire un cast americano e uno italiano, fondendo due approcci – non solo linguistici – diametralmente opposti. Questa la base di un prodotto molto semplice ed immediato, che mira ad entrare nelle coscienze del pubblico più come una serie di facile fruizione che come qualcosa di complesso e stratificato.
I primi due episodi, infatti, hanno come minimo comun denominatore lo stesso intreccio di base: un giallo che dovrà essere risolto dal tuttofare ed ex marine, Jesse Williams. Parallelamente emerge il fulcro principale della serie, che troverà maggior spazio nella seconda puntata e, ci si augura, diventi sempre più importante negli episodi successivi: la scomparsa di Alice, sorella maggiore di Adele (Maria Chiara Giannetta), che gestisce l’omonimo Hotel Costiera, centro di tutti gli sviluppi narrativi della serie.
I primi due episodi, però, rischiano di diventare uno spot tenero e accomodante per il suo protagonista, Jesse Williams. L’attore, diventato famoso grazie al ruolo del dottor Jackson Avery nella serie Grey’s Anatomy, è onnipresente: tra scene d’azione, qualche ammiccamento al pubblico e una sottile tensione sessuale costante, la macchina da presa lo segue ovunque. Un problema, visto che l’attore non regge il peso del protagonista, e la sua presenza da deus ex machina diventa ingombrante. Peccato: i momenti migliori all’interno dei primi due episodi appartengono al resto del cast, in particolare ai personaggi di supporto al protagonista. Basti pensare a Jordan Alexandra, affascinante ma allo stesso tempo sfuggente, ad Antonio Gerardi, ma soprattutto al vero punto di forza di quest’inizio di serie, Sam Haygarth. Il suo personaggio, Tancredi, rampollo della nobiltà londinese, dimostra grande padronanza dei tempi comici.

Hotel Costiera avrebbe dovuto puntare maggiormente sull’aspetto da commedia, una scelta che avrebbe valorizzato anche il resto del cast, più a suo agio in quel contesto. Invece, il risultato, malgrado alcune scene interessanti, è un intreccio di avventure in cui la componente comica, pur essendo la più riuscita, si perde tra sviluppi prevedibili e poco incisivi. A questo si aggiunge una regia eccessivamente patinata. Riduce la splendida Costiera Amalfitana a un concentrato di stereotipi sull’Italia (continui primi piani sui limoni, il caffè onnipresente, la Fiat 500, la Vespa…).
Alla luce di queste considerazioni, l’inizio della serie non può che lasciare un sapore amaro. allo spettatore. Anche se ci si auspica uno sviluppo differente, i primi due episodi sembrano più attenti a soddisfare una logica strettamente consumistica e commerciale piuttosto che sviluppare un intreccio cinematografico più complesso e autoriale. Speriamo che questa sensazione venga ribaltata dal resto della serie, dato che le premesse per un prodotto leggero, ma interessante, ci sono tutte.


