Fantasy

Fantasy recensione film di Katarina Rešek [TSFF37 Anteprima]

Fantasy recensione film di Katarina Rešek con Sarah Al Saleh, Alina Juhart e Mina Milovanović

Il film che ha vinto il primo premio al concorso principale del Trieste Film Festival è Fantasy, esordio al lungometraggio della regista slovena Kukla, nome d’arte di Katarina Rešek.

Il film è stato sviluppato a partire da un suo precedente cortometraggio in numerosi workshop legati a festival europei ed era già presentato l’estate scorsa al Festival di Locarno e al Festival di Sarajevo.

Frutto di una coproduzione slovena –albanese–serba–bosniaca –macedone, Fantasy è il coming-of-age della protagonista Mihrije e delle sue migliori amiche Sina e Jasna. Cresciute nella periferia di Lubiana, le tre adolescenti si rifiutano di conformarsi al sistema conservatore in cui vivono e vedono il loro mondo sconvolto quando incontrano Fantasy, una donna transgender.

Ciascuna delle tre intraprende, a volte insieme e più spesso individualmente, un viaggio di esplorazione delle complessità del genere, del desiderio e della scoperta di sé. In particolare Mihrije stringe un forte rapporto con Fantasy, con la quale scappa nella Macedonia rurale, al capezzale del padre malato della donna, ed è in un paesino macedone che si consumerà per la protagonista la scoperta dell’alcol e soprattutto della sessualità. Dopo la sparizione di Fantasy, forte di una nuova consapevolezza, Mihrije decide di iscriversi all’università con il sostegno di una borsa di studio dell’Unione Europea, nonostante il disinteresse, per non dire l’opposizione, della famiglia.

Fantasy di Katarina Rešek (Trieste film Festival)
Fantasy di Katarina Rešek (Credits: Trieste film Festival)

Il principale punto di forza di Fantasy sta sicuramente nella regia di Kukla, improntata su una sensorialità vicina al cinema di Harmony Korine o di Abdellatif Kechiche e, soprattutto, su una forte estetica da videoclip. Vere e proprie sequenze di visioni puntellano lo storytelling del film, che procede per salti narrativi, non detti e scarti visivi che ci portano in a land called fantasy attraverso la prospettiva della protagonista.

Tra i simboli del film l’immancabile casa in fiamme che tra Tarkovskij, David Lynch e Haneke è un tratto stilistico ricorrente in certo cinema d’autore psicologizzante; suggestiva anche l’apparizione di un angelo e varie scene di balli apotropaici.

Altro punto di forza del film premiato a Trieste sta sicuramente nella sua capacità di analisi sociale. Sullo sfondo del passaggio tra adolescenza e giovinezza della protagonista Mihrije si profila la possibilità inquietante di un matrimonio combinato con un uomo danese, come già accaduto a sua cugina, che del futuro sposo aveva potuto controllare soltanto il profilo Instagram. Mihrije, però, ritiene di non essere “wife material”, come dice espressamente in una scena del film, e accoglie come un’opportunità di salvezza l’incontro con Fantasy.

La regista ha uno sguardo piuttosto desolante sui rapporti tra genitori e figli, arrivando a sentenziare che «tutte le famiglie sono malate in un modo o nell’altro»; e propone, in termini sostanzialmente positivi ma ben problematizzati, la rappresentazione di una sorellanza basata su legami non biologici ma affettivi, come quella che lega Mihrije, Sina e Jasna. Interessante anche il gioco psicologico che si viene a creare tra queste ultime, che nel corso del film porta a un’inversione dei caratteri tra le due amiche della protagonista, dopo una serie di epifanie ed esperienze più o meno positive o traumatiche.

Fantasy è un ottimo esempio della forza del nuovo cinema made in Slovenia, uno dei paesi con la più alta percentuale di registe donne dietro la macchina da presa. Proprio sul cinema delle registe donne si soffermava una delle più interessanti sezioni collaterali del Trieste Film Festival, Wild Roses.

Fantasy di Kukla avrebbe le carte in regola anche per una piccola distribuzione nelle sale italiane come già successo, per i film di Wild Roses a La ragazza del coro, un altro coming-of-age connotato da un interessante simbolismo visivo; e il Trieste Film Festival si conferma ancora una volta come un’ottima rassegna capace di far luce sui migliori approcci al cinema provenienti dall’Est Europa.

Sintesi

Fantasy evidenzia la vitalità del cinema sloveno al femminile; il Trieste Film Festival, con Wild Roses, promuove registe e opere dell’Est Europa, aprendo anche a possibili distribuzioni italiane future sale.

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