Familiar Touch

Familiar Touch recensione film di Sarah Friedland con Kathleen Chalfant

Familiar Touch recensione film di Sarah Friedland con Kathleen Chalfant, Carolyn Michelle, Andy Mcqueen H. Jon Benjamin.

di Alessio Camperlingo

Familiar Touch di Sarah Friedland (Credits: Fandango Distribuzione)
Familiar Touch di Sarah Friedland (Credits: Fandango Distribuzione)

Vincitore di ben tre Premi Orizzonti durante il Festival del cinema di Venezia, Familiar Touch mostra la storia di Ruth, una donna di ottant’anni che si trova ad affrontare le conseguenze della demenza senile. Trasferita dal figlio in una casa di cura, si troverà a esplorare una nuova vita e ad affrontare le difficoltà che la attendono in questa nuova realtà.

Il film è stato realizzato anche con la collaborazione dei residenti e dello staff di Villa Gardens, una comunità per anziani con assistenza permanente situata in California. Alcuni di loro hanno persino partecipato alla pellicola sia come cast che come troupe.

È palpabile la dedizione e la passione che la regista Sarah Friedland ha riversato nell’opera. Racconta di essersi ispirata alle esperienze con la nonna affetta da demenza senile e alle persone incontrate durante il suo lavoro come badante a New York. In quegli anni ha avuto modo di studiare il linguaggio del corpo di chi soffre di demenza o Alzheimer. Con la protagonista ha voluto quindi mettere in scena una vera e propria coreografia per raccontare questo viaggio. Per la fotografia sono stati scelti colori brillanti, capaci di amplificare sensazioni ed emozioni, mantenendo lo spettatore concentrato e affascinato dalla scoperta

Familiar Touch si presenta per quello che è: un film sulla ricerca dell’identità in una fase della vita in cui si presume di conoscersi già pienamente. Con Ruth veniamo posti di fronte alle difficoltà che una persona affetta da demenza deve affrontare. Sarah Friedland co-produce, scrive e dirige per la prima volta un lungometraggio e il risultato è una pellicola decisamente delicata che mette in risalto il percorso interiore di una parte di popolazione troppo spesso dimenticata. Tutto narrato con tono poetico e raffinato.

Durante l’arco narrativo del film si possono distinguere benissimo tutte le fasi che affronta la protagonista. La prima volta che la vediamo è ignara della sua condizione. Inizialmente ignara della sua condizione, solo quando la malattia viene rivelata assistiamo alla sua trasformazione interiore. Con Ruth ripercorriamo anche le sue esperienze passate, che diventeranno strumenti per adattarsi alla nuova realtà. L’attrice Kathleen Chalfant interpreta il ruolo con estrema delicatezza lungo questo viaggio di riscoperta.

La sceneggiatura e la regia esplorano fino in fondo tutte le fasi, sia i momenti di buio che di luce senza risparmiare i dettagli. È palpabile la grandissima fatica che Ruth fa nell’orientarsi e la frustrazione che prova nel non riuscire a riconoscere i volti e gli ambienti che la circondano. La regista si serve spesso di questi primi piani che aiutano a scavare l’animo della protagonista. Ogni dettaglio è importante ed estremamente curato. Si percepisce ogni singola emozione, ogni passaggio da uno stato d’animo all’altro. Veniamo guidati costantemente dentro e fuori i momenti di lucidità.

Familiar Touch è un film coming of age dove la terza età viene mostrata come un nuovo inizio e non come la fine di un’era.

Familiar Touch di Sarah Friedland (Credits: Fandango Distribuzione)
Familiar Touch di Sarah Friedland (Credits: Fandango Distribuzione)

Sintesi

Familiar Touch è un racconto delicato e poetico che esplora la ricerca della propria identità proprio quando tutto sembra perduto. Assistiamo al cambiamento interiore di una donna costretta a riscoprirsi, descritto con estrema sensibilità.

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