Crime 101 – La Strada del Crimine recensione film di Bart Layton con Chris Hemsworth [Anteprima]

Un misterioso ladro, Mike (Chris Hemsworth), commette crimini lungo la Route 101. Nel corso questi colpi vengono sottratti beni del valore di milioni di dollari, ma nessuno rimane mai ucciso o anche solo ferito. Sulle tracce del criminale indaga l’integerrimo detective Lou Lubesnick (Mark Ruffalo). Durante la preparazione del colpo che dovrebbe chiudere la carriera di Mike una serie di imprevisti spingeranno i due contendenti a rimettere in discussione le proprie scelte di vita.
Come si può intuire, la trama di Crime 101 – La strada del crimine (basato sull’omonimo racconto del 2020 di Don Winslow) non parte certo da spunti originali. E anche lo sviluppo dell’intreccio non è particolarmente innovativo nel genere. Ovviamente ciò non è necessariamente un problema. Una narrazione classica e prevedibile può tranquillamente essere compensata da una messinscena oculata e/o personaggi carismatici.

Sfortunatamente anche sotto questi aspetti siamo di fronte a un prodotto abbastanza carente. Qualche trovata visiva è anche presente, ma si perde nell’eccessiva durata (oltre due ore). Ed è proprio nella durata che si racchiude la maggior parte dei problemi. Crime 101 è infatti caratterizzato da un’inutile bulimia di personaggi e linee narrative, che danno vita a un lavoro estremamente frammentato e senza un vero nucleo tematico portante.
Esemplari da questo punto di vista sono i due personaggi femminili principali, ovvero Maya (Monica Barbaro) e Sharon (Halle Berry). La prima è protagonista di una sottotrama che potrebbe tranquillamente essere rimossa senza conseguenze per la storia principale; la seconda potrebbe anche dare vita a una riflessione interessante sulle condizioni della donna nel mondo del lavoro, ma tutto ciò viene fagocitato da tutte le altre linee narrative che si alternano.
Indubbiamente i componenti del cast lavorano al meglio per dare spessore ai propri personaggi, ma la sceneggiatura non dà loro molto spazio di manovra. I personaggi finiscono così per essere sorretti unicamente dal nome dei loro interpreti.
A conti fatti, siamo di fronte a un crime movie come tanti altri, che nulla ha da offrire agli spettatori, se non un blando intrattenimento che si può comunque trovare in mille prodotti simili.


